Quando la brezza sfiora leggera le cime dei ginepri e si sposta dal mare verso la città è possibile sentire, in un periodo preciso dell'anno, una musica lontana. Che poi si fa più vicina man mano che camminando dalla città metafisica si raggiunge il belvedere. Sono suoni meravigliosi, sono i «suoni del lago». E' probabilmente la manifestazione più suggestiva dell'estate, un momento in cui non solo Sabaudia si pregia di ospitare alcuni tra i musicisti più noti del Paese, ma in cui proprio la musica si fa promotrice di messaggi «altri». Quest'anno il tema de «I suoni del lago... oltre il giardino» è la sostenibilità. Cosa vuol dire? A spiegarlo è il maestro Piero Cardarelli, ideatore dell'evento insieme al presidente della Pro-Loco Gennaro Di Leva. Il maestro Cardarelli non ha bisogno di presentazioni ma per Sabaudia non è soltanto, si fa per dire, un docente dell'Accademia di Santa Cecilia nonché un musicista molto apprezzato sulla scena nazionale e non. È innanzitutto un concittadino che ha regalato a Sabaudia il piacere di ascoltare e di vivere la musica in modo autentico, ed è proprio il caso di dirlo, naturale. «Perché quando si ama la musica non ci sono spiegazioni, è qualcosa che scatta sia in chi suona che in chi ascolta», commenta il maestro Cardarelli. «Sono tornato a Sabaudia dopo molti anni - continua - ed è stato Gennaro Di Leva a propormi una collaborazione per realizzare degli eventi. Ci siamo confrontati ed è nata l'idea dei ‘suoni del lago'. Anche la scelta di questa meravigliosa quinta naturale che è il belvedere non è casuale. Abbiamo pensato di promuovere attraverso la musica uno spazio che per anni forse è stato un po' dimenticato. I cittadini devono potere vivere alcuni posti e anche riscoprirli». Il tema di quest'anno è come già accennato la sostenibilità e su questo il maestro Cardarelli ci ha dato una piccola anticipazione.
«Sul palco - fa sapere - ci sarà un'arpa eolica. Un minimo soffio di vento può produrre un suono, è uno strumento meraviglioso che sarà protagonista di un'esibizione». Uno strumento che richiama anche il mito, le leggende che ruotano attorno ad un territorio che si estende sotto lo sguardo della Maga Circe. Lo scorso anno la manifestazione è stata un successo. Centinaia di persone sono rimaste letteralmente incantate durante i concerti ma anche dalla scenografia di luci.
«Ci vuole molto impegno - continua il maestro Cardarelli - ma soprattutto tanta passione. Nulla può essere lasciato al caso partendo dagli aspetti tecnici però sono convinto che su questa strada si può solo migliorare e pensare anche in futuro a soluzioni che valorizzino ancora di più l'ambiente circostante» facendolo diventare un tutt'uno con la performance di ogni singolo musicista. I suoni del lago sono unici anche per questo, la musica si leva senza nessun confine, i generi si fondono portando chi ascolta nelle parti più lontane del mondo, abbattendo anche confini temporali. Ma allo stesso tempo questa magia viene pensata su e per Sabaudia, ed incastonata sulle sponde del lago. Cinque serate che prendono il via dal 7 agosto, per assistere ai concerti basterà farsi guidare dalla musica.