La toponomastica gioca a favore di una proposta invitante da sé e il luogo sembra voler essere quello giusto: costante, vasto, rinomato, un superbo veterano dell'estate pontina. Ed è proprio "del Principe" la via che sta per accogliere a Sabaudia due rampolli dell'arte italiana come Maurizio Battista e Nicola Piovani, sovrani l'uno della risata, l'altro della musica che emoziona sempre. Oggi e domani, negli occhi di tutti, il riflesso di un'Arena in visibilio.  Si comincia stasera, ore 21, con l'ultima trovata del bravo comico romano che fa il verso ai Ricchi e Poveri degli anni ‘70 con un titolo assai eloquente: "Che sarà? Bo!". A farla da padrona sarà come sempre l'ironia beffarda e sprezzante di Battista, che in tre parole - punteggiatura esclusa - racchiude al meglio il senso di un tempo travolto un po' da una pigrizia intellettuale disarmante e un po' dal bailamme etico, morale, contenutistico, che ormai ha quasi finito di spremere l'"oggi" del Belpaese. L'Italia degli ignavi e il quotidiano dato in dote al caso saranno messi al banco degli imputati da un commediante di primo ordine, pronto ad analizzarli entrambi con disinvoltura, armonia, quel po' di cinismo che non guasta e che, di fatto, rientra e piè fermo nella retorica tranchant di Battista. Domande, battute, curiosità, giusto per capirci di più. Tra una risata e l'altra, sarà facile, forse doveroso, distinguere il profilo sonoro delle note di Nicola Piovani, già impazienti alle porte di Sabaudia. Il celebre pianista, direttore d'orchestra, compositore di musica per il cinema e il teatro, di canzoni, di musica da camera e sinfonica, grandioso vincitore del Premio Oscar con la colonna sonora del film di Benigni "La vita è bella", si esibirà domani alle 21 in "Concertato". Si tratta di un viaggio musicale condotto dagli strumenti in azione - pianoforte, contrabbasso, percussioni, sassofono, clarinetto, chitarra, violoncello, fisarmonica -, in cui Piovani sceglie di raccontare le fermate e le traversie che lo hanno visto gomito a gomito con De André, Fellini, Magni, registi e interpreti di tutto il mondo e tutti i campi, come fosse il consuntivo di un poeta illuminato al margine della carriera. Una carriera d'oro fino, da confessare senza riserve.