È uno spettacolo scoppiettante, ironico e anche un po' provocatorio "Recital in tour", che questa sera Antonio Giuliani porterà all'Arena di Sabaudia. E' uno spettacolo tutto da ridere, con l'artista pronto ad irrompere sulla scena a bordo di un gommone per esclamare guardando il pubblico: «No, non sono arrivato. Voglio andare via». Una "chicca" che ci ha rivelato lo stesso Giuliani nella nostra intervista a poche ore dallo show.
Qual è il tema dello spettacolo?
Metto in evidenza le difficoltà che incontrano oggi gli italiani, ma anche i migranti che arrivano nel nostro paese. Come 30 o 40 anni, ci vorrebbe più contatto umano, erano tempi in cui si poteva parlare tranquillamente con chiunque e non esistevano le divisioni che ci sono adesso. Se vai in una di queste spiagge, frequentate da radical chic e sei solo, da solo rimani per tutto il giorno. Se vai in una spiaggia libera e trovi una persona verace, inizia a guardarti, si volta e dice: ‘T'ha lasciato, vè?': in realtà lo chiede, ma conosce già la risposta e magari ti invita a mangiare una fetta di cocomero. Noi italiani poi dovremmo essere più tolleranti e lamentarci di meno, perché anche noi in passato siamo stati un popolo di emigranti. Pensate alle difficoltà di queste persone. Alcune arrivano e vengono catapultate a lavorare in un ristorante senza conoscere la lingua che è la vera barriera. Faccio anche un'altra riflessione, è mai possibile che i disastri ambientali colpiscono sempre le terre povere? E' assurdo se uno ci pensa, io non ho mai sentito che un tornado ha investito Saint Tropez o un terremoto Montecarlo. Piove sempre sul bagnato. Nello spettacolo parlo di come si era prima. Spiegarlo in una battuta? I ragazzi di oggi quando cercano qualcosa consultano wikipedia, prima invece c'erano i nonni che ti insegnavano le cose. Mia nonna stava sempre in finestra e sapeva tutto di tutti. Tornare un po' all'antico non guasterebbe, non interagiamo più, siamo più soli, perennemente attaccati ai telefonini e dialoghiamo attraverso di essi. E' tutto così freddo, e a me da italiano da un po' fastidio.


Com'è composta la sua squadra di lavoro?
Con me in scena ci sono tre giovani ragazzi, "Il trio Monti", che cantano in dialetto romanesco e introducono e chiudono lo spettacolo. Con Maurizio Francabandiera scrivo i testi. La regia è affidata a Chiara Perfetti.


Secondo lei un comico quali caratteristiche deve possedere?
La sensibilità, è fondamentale e significa capire il momento, non sempre è il caso di chiudere con una parolaccia solo per strappare una risata.


Non è la prima volta che si esibisce in territorio pontino?
E' la prima a Sabaudia. Però per tanti anni ho fatto spettacoli a Terracina e a Latina.


C'è un progetto che desidera realizzare?
Mi piacerebbe ritornare alla prosa, farlo con giovani attori e realizzare un film, so che è difficile perché le celebrità attirano il pubblico ma trovo giusto dare possibilità a talenti sconosciuti.
Con questo progetto in cantiere Giuliani ci saluta. Prossimo appuntamento all'Arena è sabato 19 agosto: Enrico Brignano presenta "Enricomincio da me!".