Tante immagini scorrono ogni giorno, belle o brutte che siano affollano soprattutto via social le giornate di ognuno. E se per un attimo fosse possibile fermarsi per imparare nuovamente a guardare, ad osservare ritrovando una dimensione che liberi il pensiero? A volte basta aprire una porta per trovare uno spazio diverso ed è un po' questa la sensazione che si prova dentro Galleria Papier a Sabaudia dove è stata allestita una mostra dal tema «Inventario dell'Anima: arte da antiquariato incontrano la moda». E' una sfida quella di Matteo Pippa, giovanissimo, quella di portare l'arte a Sabaudia non soltanto negli spazi istituzionali per realizzare un ambiente sotto alcuni punti di vista ibrido, che possa accogliere dal grande nome alla particolarità. Ed ecco che accanto ai paesaggi di Mario Magnani, esposti nel percorso dell'Inventario dell'Anima c'è anche un abito Charleston del 1920. Tra le opere esposte un quadro raffigurante Cristo tra i soldati di Edward Matthew Ward, pittore vittoriano ricordato per i suoi dipinti nel Palazzo di Westminster. E poi ancora due acquerelli su carta di Gaetano Genovese architetto della Real Casa, Carlo Quaglia seguace della scuola romana e di pittori come Scipione e Mafai, il già citato Mario Magnani, il russo Mihail Cyxahob del quale sono esposte tre opere piuttosto rare, Rodolfo Zito ed Enrico Ulrico Pistilli, magnifiche le sue rose (olio su tela). Nella galleria c'è comunque di più. Il visitatore può muoversi tra mobili Rococò napoletani e pochi metri dopo arrivare ad una sala da pranzo in Art déco del Piacentini. Misteriose lucerne vere opere d'arte si riflettono nelle specchiere Luigi Filippo. Tutto unito da un filo conduttore che è il linguaggio artistico. Per «immergersi» nell'Inventario dell'Anima c'è tempo fino al 18 giugno.