La Laocoonte di Roma riporta a Sabaudia Duilio Cambellotti, e lo fa attraverso una Mostra preziosa e rara, in una delle città nuove che lo stesso Cambellotti aveva visto nascere e aveva sentito luogo di realizzazione della sua genialità, una città che gli aveva ispirato opere ancora oggi testimonianza del suo amore forte per un territorio legato alla sua esistenza.
Grazie alla famosa Galleria, da oggi negli eleganti spazi del Museo Emilio Greco (il vernissage è fissato alle ore 16) sarà possibile quindi riscoprire la figura poliedrica di un artista che si è espresso in tanti campi, evidenziando versatilità e un'eccezionale capacità di affidare alle sue creazioni storia e ideali di vita.
Duilio Cambellotti, l'Agro Pontino, le Città nuove, costituiscono un legame inscindibile per questo nostro territorio. Padrone dei più diversi materiali, Cambellotti si è imposto nel nascente XX secolo con le sue sculture, le sue creazioni in bronzo, legno, pietra, terracotta. Perfetto nella scelta delle più svariate tecniche, ha lasciato la sua impronta in statue, medaglie, pitture murali, vetrate, maioliche, incisioni, xilografie, arredi e mobili. Ha firmato manifesti e scenografie, costumi per il teatro e per il cinema, ha illustrato libri che costituiscono veri e propri gioielli (basti ricordare le favole di Trilussa cui ha dato immagine ed espressione).
L'Agro Pontino e l'Agro Romano hanno rappresentato ambienti ideali per suggerire al Maestro l'ispirazione: il primo capace di suscitare ribellione nell'uomo, con il suo retaggio di malattia, di morte di arretratezza e miseria, e nello stesso tempo in grado di affascinare l'artista con la sua storia, le sue tradizioni i suoi costumi rurali che documentavano un passato che non doveva cadere nell'oblio. Nel secondo, in particolare, era invece la memoria delle antiche origini a dovere essere raccontata e ricordata.
Le Città nuove delle terre bonificate hanno avuto la sua testimonianza fin dalla loro nascita, ed è Sabaudia ora a dare l'opportunità di godere della bellezza delle opere dell''artista romano, grazie a questa Mostra curata da Monica Cardarelli e che la stessa titolare della Galleria Lacoonte vuole diventi itinerante.
I gessi originali di parte del Monumento ai caduti di Terracina, residenza estiva privilegiata da Cambellotti, il bronzo dell'antico guerriero contadino italico, un commovente presepe in terracotta stupendamente dipinto, lavori preparatori di messa in scena di opere teatrali, medaglie, xilografie e illustrazioni sono solo alcune delle creazioni esposte insieme a tante altre, tra le quali quel volo di rondini suggestivo e poetico che Cambellotti immortalò a Terracina dall'alto della Torre Frangipane. E' un percorso tracciato da circa ottanta opere, attraverso il quale il visitatore riesce a conoscere a pieno un artista che ha amato profondamente la terra pontina.
L'introduzione al catalogo della Mostra è firmata da Antonio Pennacchi.
Lo scrittore Premio Strega racconta l'effetto straordinario che ebbe la pittura di Cambellotti, e più precisamente l'impatto con "La Conquista della Terra", su un gruppo di operai accolti nella Prefettura di Latina per esporre le loro rivendicazioni: "Noi entrammo - dice Pennacchi - e vedemmo quell'affare: tutti con gli occhi in alto stavamo, tutti zitti senza neanche più ricordare, per qualche minuto, perché ci eravamo venuti. Poi Palude disse ‘Ahò!', mi diede una strattonata, ci riscotemmo e cominciammo a argomentare...". Episodio emblematico, la sollecitazione migliore a non perdere l'occasione di vivere altre emozioni nel nome di Cambellotti. Il catalogo della Mostra è curato da Monica Cardarelli e Marco Fabio Apolloni (De Luca Editori d'Arte). Vi hanno collaborato Anna Maria Damigella, Francesco Parisi e l'architetto Francesco Tetro, nuovo direttore scientifico del Museo Cambellotti di Latina. La Mostra sarà aperta ai visitatori da domani fino al 2 luglio.