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Sabato 10 Dicembre 2016

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Tre studentesse del Cicerone raccontano i campi profughi Saharawi

Formia

Un viaggio da Formia fino ai campi profughi Saharawi per conoscere e raccontare la storia di un popolo. La storia di tre studentesse del Cicerone. Va avanti il progetto di solidarietà iniziato nel 2003, consegnati oltre tredici tonnellate di alimenti e attrezzature medico-sanitarie.

Lontano dai banchi di scuola, è una lezione che non dimenticheranno le tre studentesse del Liceo linguistico “Cicerone” di Formia che nelle scorse settimane hanno fatto visita ai campi profughi Saharawi in territorio algerino. Nel viaggio, finanziato dal Comune di Formia e organizzato dal professor Marcello Lucciola, anima dell’associazione che dal 2003 porta avanti il gemellaggio con il popolo Saharawi, le ragazze hanno avuto modo di trascorrere una settimana a Rabouni, centro amministrativo sito nel cuore dell’Hammada uno dei deserti più aspri e inospitali della Terra. Di ritorno dal deserto, le studentesse Ylenia Purificato, Michela Tambucci e Sofia Di Russo sono state accolte in Comune dal Sindaco Sandro Bartolomeo. Un incontro informale nel corso del quale hanno potuto raccontare i particolari di questa straordinaria esperienza, le emozioni, l’insegnamento. Dalle case fatte di mattoni di fango cotti al sole, agli sguardi dei bambini che hanno accolto le ragazze con dei doni e con il sorriso anche se ogni giorno si trovano a fare i conti con insormontabili difficoltà come quella della carenza di acqua. 

"Quella che c’è è piena di fluoro – spiegano le ragazze –. Per questo i bambini hanno i denti tutti gialli”.
In tredici anni di gemellaggio, il Comune di Formia e l’associazione “Formia-Saharawi” hanno ospitato
centinaia di bambini, molti dei quali bisognosi di cure mediche. Lontano dal deserto, da quel sole che brucia facendo schizzare le colonnine di mercurio a cinquanta-sessanta gradi di temperatura. Di quella visita conserveranno il ricordo e altrettanto faranno Ylenia, Michela e Sofia. “Abbiamo vissuto un’esperienza completamente nuova – spiegano - che mai avremmo pensato di fare senza questo splendido progetto. Certe cose puoi capirle solo quando le vedi. E’ stata una grande emozione che ci ha arricchito dal punto di vista umano, prima ancora che da quello culturale. Ci ha colpito soprattutto l’accoglienza delle persone. Era come se facessimo parte del loro popolo. Aprivano le loro case e mettevano a disposizione quel poco che possedevano. Una bambina ha regalato un anellino ad ognuna di noi. Oggetti di nessun valore commerciale che hanno avuto e avranno per noi un fortissimo valore simbolico”.

Da Formia il sostegno non è mai mancato, un altro mattone aggiunto a quel ponte di solidarietà che da anni il comune pontino costruisce attraverso l'impegno sinergico di volontari e istituzioni. Il viaggio è stata infatti l’occasione per consegnare le oltre tredici tonnellate di alimenti e attrezzature medico-sanitarie, frutto della raccolta umanitaria che la onlus ha effettuato nei mesi scorsi e a cui le scuole di Formia hanno offerto un contributo decisivo. Le ragazze sono state inoltre dal Governatore e dal Ministro della gioventù Saharawi da cui sono arrivate parole di grande apprezzamento. 

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