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Domenica 04 Dicembre 2016

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I volontari anti-bracconaggio: "Sono bastate poche ore a Palmarola per capire l'emergenza"

Arcipelago pontino

Non si placa il caso del bracconaggio sulle isole dell'arcipelago pontino dove sono all'opera i volontari delle associazioni per la tutela della fauna con l'appoggio della Lipu che hanno denunciato come i sindaci delle diverse isole abbiano negato loro un appoggio.

"Sono bastate poche ore di permanenza in una piccola isola che doveva essere deserta come Palmarola - hanno scritto i volontari del Cabs -  per scoprire trappole per l’uccellagione, quaglie sparate, colpi di fucile (a fine aprile e in un’area sempre totalmente interdetta alla caccia) e cacciatori in abbigliamento mimetico in movimento, senza fucili, presumibilmente nascosti in qualche anfratto, ma accompagnati dai cani. Basterebbe questo per smontare la tesi del sindaco di Ponza, Pietro Vigorelli, secondo il quale il bracconaggio nell'arcipelago pontino è ormai ridotto ai minimi termini. Anzi, non esiste proprio. Una tesi che il primo cittadino sostiene con convinzione mentre continua a vietare qualsiasi approdo e qualsiasi permanenza, anche solo giornaliera, ai volontari del Cabs; proprio quei (due) volontari che hanno appena documentato l’illegalità sopra citata, e che per aver osato raggiungere comunque l’isola (evidentemente a disposizione di tutti ambientalisti a parte), per impedire la strage dell’avifauna dovranno ora affrontare le conseguenze di una denuncia penale annunciata dallo stesso Vigorelli. Non solo: nel suo slancio iper legalista che vieta l’accesso ai volontari e lo spalanca ai bracconieri, il primo cittadino ponzese ha anche diffuso un diktat tra i potenziali barcaioli diffidandoli dall'offrire passaggi verso lo scoglio “riservato” a sparatori e trappolatori. Alla luce di ciò, dei divieti e dei diktat, in queste ore Palmarola è tornata zona franca per chi ama cacciare senza regole: basterà la denuncia formale di quanto visto e documentato presentata dal Cabs ai carabinieri ponzesi per riaccendere l’attenzione delle forze di polizia e della politica sul massacro neanche troppo silenzioso che si verifica nell'alto Tirreno? Speriamo di sì; e soprattutto speriamo che, finalmente, agli interessi devastanti, minoritari e intollerabili di una altrettanto intollerabile cerchia di fucilieri si sostituisca la volontà di trasformare le Pontine in un arcipelago per tutti, per gli uccelli, la biodiversità e per i tanti, tantissimi turisti che cercano esattamente questo".

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