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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Neppure i sub hanno trovato il corpo del comandante del "Rosinella" (LA GALLERY)

Gaeta

A distanza di una settimana dal rinvenimento delle salme di due dei tre dispersi del naufragio del motopesca Rosinella, condotto da Nave Gaeta del Comando delle Forze di Contromisure Mine e dal veicolo filoguidato Pegaso in dotazione al Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.) di Comsubin, la Nave Anteo è arrivata nell’area dove giace il relitto. Al termine della posa del campo boe, il sistema che ha permesso di ormeggiare l’Unità Navale sulla verticale del peschereccio, nella notte del 27 maggio 2016 sono iniziate le operazioni subacquee condotte dai Palombari del G.O.S. attraverso la camera di decompressione subacquea dell’impianto integrato per immersioni profonde di Nave Anteo. Le delicate attività d’immersione, il cui scopo è stato quello di verificare la presenza a bordo del relitto della salma del comandante Giulio Oliviero, si sono svolte  in uno scenario operativo molto impegnativo sia per la profondità superiore ai 60 metri e l’orario notturno delle prime immersioni, sia per la presenza delle reti che si sono adagiate sulla coperta e sulla plancia del Rosinella. Le operazioni, protrattesi fino alla tarda mattinata del 28 maggio,  hanno permesso di effettare un’accurata perlustrazione del peschereccio attraverso ispezioni visive esterne e impegnative penetrazioni subacquee condotte nell’alloggio del Comandante, nella plancia, nella sala mensa e nella sala macchine. Ma della salma del comandante del peschereccio nessuna traccia.

 

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