Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Martedì 06 Dicembre 2016

.




0

Studio stARTT, da Latina a Parigi: vinto un concorso di idee in Francia

Latina

È “La cité des cultures d’Italie” dello studio stARTT il progetto vincitore de “Le Ali ritrovate de l’Hôtel de Galliffet”, il concorso nazionale di progettazione pensato per l’ampliamento e la valorizzazione della sede dell’Istituto italiano di cultura a Parigi. Selezionato da un gruppo di massimi esperti europei del settore, il progetto di stARTT, preferito tra i nove totali presentati da alcuni tra i più emergenti studi di architettura italiani, è stato premiato questo pomeriggio a La Biennale di Venezia nell’ambito delle manifestazioni previste per la Biennale Architettura 2016. Cerimonia svolta alla presenza, tra gli altri, del responsabile della promozione del sistema paese del Ministero degli affari esteri, Vincenzo De Luca. Dello studio stARTT fanno parte anche due pontini, Simone Capra e Claudio Castaldo, che tra l'altro hanno progettato la nuova sala De Pasquale del Comune di Latina.

Un “omaggio al modello della città italiana ed europea, organizzata intorno ai suoi spazi pubblici quali luoghi di condivisione e produzione dei saperi”: ecco la sintesi assoluta alla base della proposta di progettazione elaborata da stARTT per ripensare completamente, sebbene non da zero, gli oltre 6.500 mq che compongono le due ali della prestigiosa sede parigina di fine Settecento che ospita l’Istituto italiano di cultura. Immaginato per evitare ogni sovrapposizione con gli spazi già in uso dell’IIC, “La cité des cultures d’Italie” propone un grande spazio pubblico su due livelli, uno coperto e uno scoperto, che mette in relazione le nuove ali e l’antico edificio, contribuendo ad offrire una lettura chiara in prospettiva della destinazione d’uso delle due estensioni dell’Hôtel de Galliffet. Concepite, di fatto, da stARTT, come nuovi spazi accessori


eppure totalmente funzionali alla vocazione originale dell’edificio. Il nuovo spazio centrale diventa il vero cuore della cittadella della cultura italiana, un foyer riconfigurabile per blocchi funzionali indipendenti, per accogliere festival, mostre ed eventi della vasta e mutevole gamma di scopi e attività dell’IIC di Parigi.

Per Simone Capra, Claudio Castaldo, Francesco Colangeli e Dario Scaravelli, le “menti” che si celano dietro lo studio stARTT, il nuovo Istituto italiano di cultura di Parigi ha le sembianze e gli strumenti adeguati per ambire ad essere un polo di promozione della cultura, della lingua e delle arti italiane in Francia, fruibile dall’utenza nella sua quasi interezza, in innumerevoli combinazioni di tempi e modalità e attivo, potenzialmente, 24h su 24h. Dotato di un grande spazio aperto e superfici vegetali (quali contributi al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale previsti nel programma comunale “Paris vert”), il progetto de “La cité des cultures d’Italie” di stARTT si fonda sulla realizzazione di un grande spazio di relazione che tiene insieme l'architettura storica e quella contemporanea.

Inserito nel programma di promozione dell’architettura italiana under 40 promosso dalla direttrice dell’Istituto Marina Valensise, il concorso “Le Ali ritrovate” sublima inoltre l’esposizione omonima, inaugurata lo scorso 13 giugno a Parigi, alla quale hanno contribuito esperti di architettura italiani e francesi come Pippo Ciorra (senior curator Architettura del MAXXI), Jean-Louis Cohen (storico dell’architettura al Collége de France), Margherita Guccione (direttore architettura del MAXXI) e Cino Zucchi (architetto nonché curatore del Padiglione Italia nella 14esima edizione della Biennale di architettura di Venezia).

Assegnato da una giuria di esperti composta da Massimo Alvisi, Luca Molinari e Carlo Olmo, quello per “La cité des cultures d’Italie”, alla cui realizzazione hanno contribuito anche gli studi Modelab di Marco Galofaro e Inimagenable di Christian Canonico, è tuttavia solo l’ultimo riconoscimento in ordine di tempo per stARTT. Dal 2008, anno della sua fondazione, lo studio di architettura e trasformazioni territoriali ha infatti ricevuto diversi premi e segnalazioni internazionali, tra i quali il riconoscimento europeo YAP MAXXI 2011 con il progetto Whatami, l’invito nel 2013 alla UABB Biennale di Urbanistica e Architettura di Shenzhen e Hong Kong o la presentazione dei propri lavori, nel 2014, a Foundamentals, la 14esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.
“La vittoria di questo concorso ci onora per diversi aspetti - fanno sapere dallo studio stARTT - In primo luogo per il profilo di alta qualità dell’iniziativa che ha visto il coinvolgimento di critici e storici dell’architettura di prestigio internazionale nelle fasi di selezione e giuria. Pensiamo inoltre che il percorso con il quale sia stato costruito il confronto tra i vari studi, terminato con un catalogo e una mostra, rappresenti un segnale importante che l’Istituto italiano di cultura di Parigi lancia nella prospettiva di una cura e di una promozione sempre maggiore della nuova scena dell’architettura Italiana. Per raccogliere anche in parte questa sfida, dal canto nostro, abbiamo scelto di puntare da subito su un programma edilizio innovativo, capace di presentare al mondo - di cui Parigi è


a tutti gli effetti una delle grandi capitali - la ricchezza della cultura, delle arti e delle arti applicate del nostro paese. Sarebbe fantastico - concludono - se il percorso di questo progetto potesse continuare, e che con il sostegno delle varie istituzioni coinvolte, Ministero in primis, sia possibile costruire l’iter amministrativo fino alla sua realizzazione”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400