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Venerdì 02 Dicembre 2016

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Scappano dopo essere stati beccati a forzare un furgone. Arrestati dopo un folle inseguimento

Latina

Questa mattina, intorno alle 11.40, un equipaggio della Squadra Volanti della Questura di Latina, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, volti alla prevenzione e repressione dei reati in genere,  ha avvistato, in via San Carlo da Sezze, due individui intenti a forzare la portiera di un furgone. I due malviventi alla vista della volante sono immediatamente fuggiti a bordo dell’autovettura con la quale erano giunti sul luogo del misfatto; da quel momento è scattato un rocambolesco inseguimento per le vie cittadine. I due fuggiaschi, tuttavia, poco dopo, hanno preso una strada senza possibilità di uscita e, nonostante ciò, non si sono dati per vinti. Infatti, dopo aver effettuato un testacoda, hanno speronato la volante che era dietro di loro ed hanno proseguito la fuga a piedi. Malgrado quest’ultimo estremo tentativo, sono stati raggiunti ed acciuffati dagli Agenti della volante. Gli immediati accertamenti consentivano di rinvenire all’interno del mezzo utilizzato dai due criminali molteplici e costose attrezzature utilizzate in campo edile, tra cui figura anche una valigetta utilizzata dagli operai dell’ENEL. Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro giudiziario compresa l’autovettura Opel Astra utilizzata dai due ladri. I fermati, condotti in Questura sono stati identificati per Antonio Argenziano, nato il 29.1.1978 a Napoli e Antonio Cestari, nato il 17 giugno 1981 a Napoli, pluripregiudicati con precedenti penali specifici. Dopo le formalità di rito le due persone sono state arrestate per tentato furto aggravato in concorso, resistenza a P.U. e danneggiamento di beni dello Stato e posti a disposizione della competente Autorità giudiziaria per il rito direttissimo che si svolgerà nella giornata di domani. Agli stessi arrestati, dopo il processo, sarà notificata la misura di prevenzione del Foglio di Via Obbligatorio con il divieto di fare ritorno nella città di Latina per anni tre.
Sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi per individuare i proprietari delle attrezzature edili rinvenute.

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