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Domenica 11 Dicembre 2016

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Estorsione e usura per lo spaccio: i debiti lievitavano anche del 700%

Latina

Nelle prime ore di questa mattina la Squadra Mobile di Latina, con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine, Unità Cinofile e Polizia Scientifica della Polizia di Stato, ha dato esecuzione alle misure cautelari emesse dal locale G.I.P., su richiesta del Pubblico Ministero della Procura di Latina, che ha raccolto elementi di prova carico di DI SILVIO Ferdinando, detto Gianni cl. ’75 ed altri quatto sodali, tra cui la moglie DE ROSA Laura, nata a Milano il 03.07.1970, i quali, destinatari della misura degli arresti in carcere, erano dediti ad un’attività di vendita di stupefacenti avente base presso la loro abitazione. Il sodalizio criminale si avvaleva, altresì, della collaborazione di alcuni familiari tra i quali DI STEFANO Fabio, di Acireale (CT), del 27.05.1989, DI SILVIO Ferdinando, detto prosciutto cl. 97 e DI STEFANO Alessandro nato a Acireale (CT) il 05.05.1991, destinatari della misura degli arresti domiciliari, vista la loro incensuratezza.

L’indagine, durata alcuni mesi, ha consentito di raccogliere elementi di prova anche per i reati di usura ed estorsione che il gruppo, con la regia del DI SILVIO, cl. ‘75, non aveva remore ad effettuare anche nei confronti dei loro stessi acquirenti che non erano in grado di saldare nei tempi stabiliti l’acquisto dello stupefacente.

Laddove ciò avveniva, grazie alla forza intimidatrice che gli stessi erano in grado di esprimere, inviavano i più giovani del gruppo, utilizzati normalmente per l’attività di cessione al dettaglio di stupefacenti, ad effettuare le richieste ed i recuperi estorsivi, minacciando l’intervento del più temuto DI SILVIO Ferdinando in caso non avessero corrisposto il dovuto.

Quando la questione non si risolveva con la sola estorsione, l’intervento di DI SILVIO Ferdinando veniva, per così dire, pagata con un sovrapprezzo che faceva lievitare debiti di poche centinaia di euro anche del 700%, come in uno dei casi accertati. Da qui anche l’accusa di usura contestata ai due coniugi, pluripregiudicati.

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