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Martedì 06 Dicembre 2016

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Moria di gamberi sul litorale

Anzio

L’arenile coperto da un tappeto di piccoli crostacei morti, ignote le cause del loro decesso

Una passeggiata al mare, vento fresco del mattino che scompiglia i capelli e Tor Caldara sullo sfondo, col suo inconfondibile profilo che si staglia verso il Tirreno. Potrebbe essere questo il piacevole scenario di una gita sulla spiaggia di Anzio: invece, purtroppo, a questi tre elementi positivi - ieri mattina - se n’è aggiunto uno a dir poco avvilente. Decine di metri di arenile che precedono l’area naturale protetta erano invasi da un tappeto di gamberi morti.
Migliaia - forse - le carcasse che il mare ha portato sulla battigia sottostante alla Passeggiata delle Sirene (periferia di Lavinio), formando una vera e propria striscia di crostacei senza vita, preda dei gabbiani che, uno dopo l’altro, erano pronti a beccare i prelibati gamberi che, generalmente, popolano le tavole di Anzio e Nettuno essendo una delle specialità locali.
Ignote, al momento, le cause di questa improvvisa moria. Nel tempo, infatti, difficilmente si ricorda un episodio simile verificatosi sulle coste neroniane.
A volte si potevano ritrovare le mute dei gamberi, prive dell’interno poiché cambiate dagli stessi durante un particolare momento della loro vita: stavolta, però, il discorso è diverso.
Ci sono carcasse vuote ma la maggior parte delle “pelli” - ieri mattina - conteneva ancora il crostaceo.
Dunque, sembra difficile pensare a un naturale cambio generazionale tra i gamberi della zona; purtroppo, però, di elementi per sbilanciarci sulle cause di questa moria non ne abbiamo, visto che anche alcuni pescatori della zona - interpellati intorno all’ora di pranzo di ieri - non hanno saputo dare una spiegazione a quanto successo sul litorale.

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (30 aprile 2016)

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