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Martedì 06 Dicembre 2016

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Rapina da incubo in villa. I banditi tengono in ostaggio Bruno Canini e la moglie

Botte e minacce

Spietati e pronti a tutto pur di mettere le mani sul bottino, gioielli e argenteria per un valore di centomila euro. Una banda di professionisti delle rapine in villa è entrata in azione ieri notte nelle campagne tra Borgo Santa Maria e Sabotino per svaligiare l’abitazione in strada del Passo dell’imprenditore Bruno Canini, il noto costruttore di 78 anni che si è ritrovato con la moglie Angela a vivere un incubo durato quattro ore, fatto di insulti e botte sotto la minaccia delle pistole, ma anche di un’accetta e un coltello.
Secondo la ricostruzione dei poliziotti della Squadra Volante, i banditi erano cinque, quattro stranieri e un italiano, e il loro piano è scattato poco prima delle 23:30 quando l’anziana coppia era ancora sveglia: molto probabilmente i rapinatori sapevano che prima di andare a letto i padroni di casa avrebbero attivato l’allarme ed entrare nella villa a quel punto sarebbe stato troppo rischioso. Così dopo avere indossato i passamontagna, utilizzando due scale a pioli hanno scavalcato la recinzione sul lato sud e si sono avvicinati alla casa senza fare rumore: non si è svegliato neppure il guardiano romeno che dorme nella dependance. Arrampicandosi a un gazebo hanno raggiunto il tetto del primo livello e da lì hanno potuto forzare facilmente una finestra del primo piano dove si trova la zona notte. I banditi si sono divisi, hanno iniziato a fare razzia e poi hanno legato i coniugi e, nel tentativo di farsi aprire un caveau ormai vecchio e non più funzionante, hanno iniziato a malmenare la donna nonostante le richieste del marito, che nel frattempo gli aveva consegnato le chiavi, di smetterla perché la cassaforte non si sarebbe mai aperta. Dopo quattro ore di insistenze e violenza i malviventi hanno desistito portando via con sé comunque un bottino ingente.

Gli investigatori della Squadra Mobile non hanno dubbi: la rapina di ieri notte porta la firma di una banda di specialisti degli assalti in villa. Per ora i detective del vice questore aggiunto Antonio Galante non escludono alcuna ipotesi, ma prediligono la pista dei trasfertisti, ossia una batteria che si sposta di frequente dopo avere raccolto informazioni utili sulle vittime di turno, magari con l’aiuto di basisti locali. La polizia scientifica ieri mattina ha effettuato un accurato sopralluogo a caccia di elementi utili alle indagini sia all’interno della villa che nell’automobile utilizzata per la fuga e poi abbandonata. Ma gli autori del colpo sono stati a dire poco scrupolosi: indossavano passamontagna e ovviamente avevano le mani protette dai guanti.

(l'articolo completo in edicola ORA su Latina Oggi del 8/5/2016)

 

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