I proprietari delle case abusive, quelle per cui dopo lo screening disposto dalla Procura di Velletri i Comuni hanno avviato le acquisizioni per abbatterle o utilizzarle a fini pubblici, nonostante molte fossero state sanate nel 2003, tornano a mobilitarsi. In una riunione fiume svoltasi ieri sera proprio a Velletri, organizzata dai comitati "Equi diritti" e "Procase", l'assemblea ha votato all'unanimità per manifestare davanti allo stesso ufficio giudiziario e davanti alla Regione Lazio. I comitati hanno sollevato l'interrogativo sulla mancata iscrizione sul registro degli indagati di direttori degli uffici tecnici e dipendenti dei Comuni, specificando che gli stessi sono sempre stati a perfetta "conoscenza delle migliaia di abusi edilizi sorti sul territorio, per il tramite della presentazione in Comune di domande di sanatoria". Nella riunione è stato poi sostenuto che, "a fronte delle poche centinaia di casi "pescati dalla Procura", ogni Comune ha nei suoi archivi carteggi di migliaia di abusi per i quali ai continua a non procedere". I circa 140 presenti al'assemblea hanno così deciso di tenere una manifestazione nei pressi della Procura della Repubblica di Velletri, attorno al 13 ottobre, "per sensibilizzare media, istituzioni e cittadini ad un'equa risoluzione di questo problema". Deciso inoltre di indire una seconda manifestazione, entro la fine del mese di ottobre, nei pressi del consiglio regionale del Lazio.