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Sabato 03 Dicembre 2016

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La casa popolare cade a pezzi, l'appello (FOTO)

Cori

Costrette a vivere in una casa popolare di Cori che sta letteralmente cadendo a pezzi. Tirando avanti con lavoretti occasionali, come ore di pulizie a 15 euro, e aggrappandosi alla pensione della madre, invalida civile, che ammonta a 300 euro. Adesso due sorelle, di 26 e 20 anni, temono che la situazioni peggiori ulteriormente e lanciano un appello all’Ater perché intervenga prima che la casa crolli loro addosso. «Non abbiamo reddito, se non la piccola entrata della pensione di mia madre - spiega Ilaria, la ragazza più grande - e, visto che non possiamo permetterci un affitto, anni fa presentammo la domanda per avere una casa popolare. Noi siamo di Cori ma l’Ater, però, ci assegnò una casa popolare di 45 metri quadrati, quindi piccolissimo per tre persone, nella frazione di Giulianello. Una casa completamente inabitabile per via dei sanitari rotti, del pavimento avvallato e di tante altre criticità. Nel giro di un anno venimmo trasferite dall’Ater in un altro appartamento qui a Cori».
Storia risolta? No, perché anche nel loro paese hanno trovato la stessa situazione di degrado, se non peggio. «Un appartamento sempre di 45 mq e sempre in condizioni pessime - sottolinea Ilaria -. Anche qui pavimento avvallato, sanitari e sciacquone rotti, lavandino della cucina con le tubature intasate per cui siamo costrette a lavare i piatti nel bidet perché altrimenti l’acqua dal lavandino della cucina finisce nella vasca del bagno. E poi nessuna caldaia, maniglie delle porte rotte. Insomma, stiamo vivendo peggio degli zingari. Dormiamo in tre in un letto. Eppure abbiamo un regolare contratto con l’Ater e se è vero che paghiamo un affitto minimo è altrettanto vero che non possiamo vivere come delle mendicanti».
Le due sorelle hanno sollecitato più volte l’Ater ad intervenire ma dall’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica nessuna risposta. «Però pretendono di essere pagati puntualmente - afferma Ilaria -, senza contare i 250 euro che dobbiamo all’amministratrice di condominio che tutto fa eccetto amministrare. Adesso siamo all’esasperazione perché a tutti i problemi che già dobbiamo affrontare si è aggiunto anche quello delle infiltrazioni d’acqua dal soffitto. E con l’inverno alle porte non osiamo immaginare quello che potrà accadere. Adesso siamo con i secchi e gli ombrelli aperti in casa per raccogliere l’acqua ed evitare che finisca su un pavimento già disastrato».
E, nell’indifferenza dell’Ater, all’orizzonte c’è il serio rischio di cedimenti strutturali.

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