E' scattata questa mattina alle prime luci dell'alba l'operazione Circe a Gaeta. Gli agenti del commissariato hanno eseguito  dieci misure cautelari: 3 persone in carcere e 7 ai domiciliari; il tutto nei confronti del più folto gruppo di giovani locali per i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Molti di questi vantano già diversi pregiudizi di polizia di tipo specifico (stupefacenti). Un'operazione che colpisce oltre che gli spacciatori anche i consumatori di sostanze stupefacenti e principalmente cocaina, hashish e marjuana di Gaeta che si dedicavano alla commercializzazione di stupefacenti nei pressi delle scuole e dei locali notturni del centro anche a minorenni.


La richiesta di aiuto parte dalle scuole Dopo essere intervenuti nei pressi degli istituti scolastici, reprimendo il fenomeno in ambito scolastico, gli agenti della squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di polizia di Gaeta, hanno dato riscontro alle disperate confidenze dei genitori e dei familiari dei minori, raccogliendo indicazioni e suggerimenti sulla circolazione dello stupefacente. Richieste continue di intervento rispetto ad un giro di droga che aveva preso piede tra i minorenni. 
Dunque, sempre garantendo il rispetto dell' anonimato verso coloro che hanno offerto ogni sorta di collaborazione ed attuando con coerenza la strategia della prossimità, gli inquirenti avviavano l' intensa attività tecnica di intercettazione e riscontro oggettivo, con la quale venivano identificate tutte le persone coinvolte.


Le indagini si concentrano su una donna Il bandolo della matassa dell' indagine, in base agli elementi raccolti dalla polizia sarebbe rappresentato da donna sottoposta agli arresti domiciliari,  Leone Rita, dalla quale si sono prese le mosse per mappare il sistema dello spaccio su Gaeta e dintorni.  L'attività degli inquirenti, ha dunque evidenziato la presenza di almeno due indirizzi di indagine. Per entrambi è risultato che i traffici avvenivano nel contesto della città di Gaeta dove, gestendo in regime di concorrenza tra loro il commercio degli stupefacenti, denotavano matrici operative comuni.


Come si muovevano gli spacciatori I pusher, oltre che ad essere venditori, spesso erano anche consumatori e, in alcuni casi, hanno cominciato a spacciare per “ammortizzare” le spese del consumo.  Tutti i personaggi coinvolti hanno evidenziato tecniche particolari di approccio dei clienti, utilizzando punti di incontro prestabiliti, in zone che fossero (da parte loro) facilmente sorvegliabili e mai indicate in modo chiaro al momento degli accordi. Ogni comunicazione avveniva con luso di parole e con un linguaggio criptico, proprio per eludere ogni forma di controllo di polizia. Le precauzioni adottate da costoro assumevano, talvolta, connotati paranoici: arrivando persino ad evitare i contatti stessi con gli acquirenti o, addirittura, a controllare preventivamente i movimenti degli appartenenti alle forze dellordine nei pressi dei rispettivi centri di comando.
In alcuni dei riscontri effettuati, gli inquirenti sono ricorsi allausilio dei cani antidroga; specialmente durante le perquisizioni in ambienti estesi o in zone allaperto, allorché le dosi venivano persino gettate nei momenti critici dei controlli di polizia.


Le misure Le persone coinvolte, hanno età comprese tra i 16 ed oltre i 50 anni di età; in particolare i destinatari delle misure cautelari in carcere si identificano per:
LEONE Luigi, di anni 51 di età,
DI MEO Giancarlo, di anni 31 di età,
CENNAMO Sossio Nico, di anni 20 di età.
Le persone sottoposte agli arresti domiciliari sono:
LEONE Rita, di anni 28 di età,
SEVA Mirella, di anni 52 di età,
SPINOSA Giacomo, di anni 48 di età,
DI NUCCI Giovanni, di anni 23 di età,
DI MEO Antonio, di anni 33 di età,
PELLECCHIA Paolo, di anni 22 di età,
MARKJA Flori, di anni 23 di età.
Nel medesimo contesto, vengono deferite a piede libero altre 14 persone: di cui 2 di minore età.