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Domenica 04 Dicembre 2016

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Nastri d’argento: Latina protagonista

La premiazione

Gianfranco Pannone riceverà il Premio alla carriera, Mario Balsamo è invece nelle cinquine relative ai Doc svelate ieri

La notizia lieta, arrivata appena ieri nel tardo pomeriggio e che rende orgogliosa la provincia pontina in questi tempi critici per la gestione culturale, è che i due registi Gianfranco Pannone e Mario Balsamo saranno i protagonisti di uno dei più antichi premi cinematografici del mondo, quei Nastri d’Argento che vengono assegnati a partire dal 1946 dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, e che costituiscono i massimi riconoscimenti del nostro Paese nelle varie categorie filmiche. Da anni loro sono maestri nel genere documentaristico e, in tale ambito, Gianfranco Pannone riceverà il Premio alla Carriera per la 70ma edizione dei Nastri D’Argento insieme ad Antonietta De Lillo «per il loro impegno nel cinema del reale, rispettivamente quest’anno con ‘L’esercito più piccolo del mondo’ e con ‘ Oggi insieme, domani anche’». Un giusto riconoscimento per il film-maker originario di Napoli ma che ha vissuto tutta la sua adolescenza a Latina, prima di laurearsi in Storia e critica del cinema all'Università La Sapienza di Roma e diplomarsi poi in Regia al Centro Sperimentale di Cinematografia. Una lunga gavetta che ha avuto una significativa svolta con ‘Latina/Littoria’, docufilm del 2001 che lo ha imposto a livello internazionale vincendo il prestigioso Torino Film Festival. Uno sguardo acuto e profondo su importanti fenomeni storici e sociali contraddistinguono la sua poetica artistica, con ampio spazio al vissuto dei protagonisti, come nel caso di questo ultimo ‘‘L’esercito più piccolo del mondo’, di recente trasmesso su Rai Uno, che ha svelato gli elementi più squisitamente spirituali di alcune tra le 110 guardie svizzere del Papa, cogliendo il nuovo clima creato da Papa Francesco all’interno del Vaticano. E’ invece un figlio di Latina Mario Balsamo, classe 1962, entrato a far parte della terza cinquina finalista con il suo ‘Mia madre fa l’attrice’ per premiare il migliore docufilm, con gli altri candidati registi Renato De Maria, Davide Ferrario, Pietro Marcello e Peter Marcias. Documentarista e docente di ideazione e regia documentaria, anche per Mario Balsamo il Torino Film Festival ha segnato la svolta artistica nel 2012, vincendo con ‘Noi non siamo come James Bond’ il Premio della Giuria. Se quel docufilm ha affrontato il delicato percorso di affrontare e sconfiggere il tumore insieme all’amico Guido Gabrielli (anche lui di Latina), in quest’ultimo c’è l’impegno appassionato di scandagliare il rapporto con la madre, rievocando anche una vecchia pellicola da lei interpretata. Un tema che accomuna le due pellicole è la passione per il viaggio ‘on the road’, che si fa via via introspezione e la ricerca della propria interiorità. Una sensibilità che ci auguriamo possa emozionare la giuria, che per l’occasione si riunirà il 25 febbraio alla Casa del Cinema di Roma. Comunque vada, è già un successo.

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