Allarme degrado e sicurezza nel mercato coperto La Marina, in via del Rio a Terracina. Il Meetup AnnoZero Cinque Stelle di Terracina denuncia lo spreco di soldi e risorse per un luogo in cui, a fronte di lavori affidati, regna l'insicurezza. Un reportage fotografico che mostra bene come i lavori eseguiti, anche se solo in parte, non hanno risolto il problema e anzi, lo hanno ignorato.

Il Meetup sul suo comunicato prende di mira l'ingegnere responsabile del procedimento, Armando Percoco, a capo dei lavori affidati per circa 76 mila euro ad una ditta di Lenola, la Siadef, per la messa a norma e l'adeguamento ai requisiti igienico sanitari della struttura.

Da una somma inizialmente stanziata di 236 mila euro a base d'asta, i lavori sono stati poi ridimensionati e i soldi dirottati per altre opere, il restauro della chiesa del SS Salvatore.

Dura la denuncia dei grillini: il mercato è, attaccano, "da sempre un punto di incontro dei prodotti della terra e del mare, dove i nostri contadini e pescatori hanno la possibilità di sopravvivere al sistema della grande distribuzione. Un “commercio a Km. 0” che ha messo in contatto il produttore ed il consumatore". " Ad oggi, la sola cosa rimasta è il degrado totale in cui versa tutta l’area. E le aree ed i bancali vuoti sono solo un lontano e triste eco di un vociare vitale e frenetico che appartiene ormai ai ricordi della nostra infanzia".

Eppure i lavori erano previsti già dal lontano 2010, affidati con una determina nel 2011. Ma "tagliando sulle spese per l’impianto elettrico, risparmiando sulla copertura del sito ed eliminando proprio l’impianto antincendio e i servizi igienici, i conti sono presto fatti. I conti ovviamente... certamente non il previsto adeguamento della sicurezza e dei servizi igienici". Il Meetup cita l'ingegnere responsabile dei lavori, Armando Percoco, nominato poi Rup per il project Financing di riqualificazione di mercato Arene e quello La Marina. "Lavori finalizzati alla tutela dei lavoratori", scrive il 5 Stelle, "che hanno subito una trasformazione in itinere e di fatto sono stati resi inutili dalla “cattiva gestione” della cosa pubblica. oprattutto a causa delle scelte operate mediante aste al ribasso che hanno svuotato del loro significato iniziale gli interventi previsti, rendendoli inutili fonti di spreco".