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Sabato 03 Dicembre 2016

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«‘A livella spezzata»: due pesi e due misure al cimitero
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«‘A livella spezzata»:
due pesi e due misure al cimitero

L'opinione dei lettori

Ogni mattina, puntualmente, il mio pensiero è quello di portare una rosa a mia moglie. Sono circa cinquant’anni che, puntualmente, ogni mattina, dedico una rosa rossa alla mia adorata. Nel 2000 ci trasferimmo da Napoli, San Giorgio a Cremano, a Latina. Da sei mesi purtroppo mia moglie è deceduta, e ora è sepolta al cimitero di Latina. Non avendo esperienza in merito mi informai al Comune, dove mi fu consigliato di rivolgermi agli uffici del cimitero. Visto che non c’era la possibilità di una sistemazione definitiva, pagando una bella cifra, assegnarono un tumulo e mi fu detto che il tutto era provvisorio e che un giorno le avrebbero dato una sistemazione definitiva. 

Essendo io di origine napoletana, mi sono riletto il libro del nostro caro e defunto Antonio De Curtis, precisamente detto Totò. Mi è sempre rimasto in mente il suo capolavoro, la poesia «’A Livella», che mi ha insegnato che ogni uomo è uguale all’altro e non solo nel cimitero ma anche nella vita di ogni giorno. Oggi ho potuto constatare che non è vero. Voi direte «erano altri tempi»... No, miei cari, erano solo altri uomini, con tantissima umiltà. Spero di spiegarvi il perché. Attualmente mia moglie sta riposando “in periferia” del cimitero, e si nota la grande differenza di trattamento osservando il posto dove è attualmente sepolta.

Basta spostarsi di pochi passi nel cimitero per notare una differenza notevole tra la tomba di mia moglie, che sta in periferia, e le tombe di altri che sono sistemati come fossero in via Caracciolo lungo mare, e altri sistemati come sopra Posillipo a Napoli: tumuli, cappelle, tutto in marmo di Carrara, scritte sopra le lapidi in oro, frasi di orgoglio tipo “conte”, “generale”, “professore” e così via. Mi sono chiesto: «Perché tanta differenza , cosa hanno altri in più di mia moglie e altre persone?». Ecco il motivo per cui ho tirato fuori la mia definizione «’A livella spezzata». Sicuramente mi sarà caduta dalle mani. Ho cercato di ripararla ma non vedo nessun miglioramento. Mi auguro di cuore una volta di sbagliarmi io...

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