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Domenica 11 Dicembre 2016

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Foto "moleste" in aula, la consigliera Porcelli accusa l'addetto stampa del sindaco

Carmen Porcelli consigliere comunale Aprilia

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Foto "moleste" in aula, la consigliera Porcelli accusa l'addetto stampa del sindaco

Aprilia

"L'addetto stampa del sindaco, nel corso del Consiglio comunale, fotografa le mie gambe e altre parti del mio corpo allo scopo di disturbarmi". E' la parte più pesante della lettera inviata dalla consigliera comunale di Aprilia Carmen Porcelli al presidente dell'assise apriliana Bruno Di Marcantonio per denunciare un presunto comportamento molesto dell'addetto stampa del sindaco Antonio Terra.

Il testo della lettera inviata dal consigliere comunale Carmen Porcelli al presidente del Consiglio comunale di Aprilia Bruno Di Marcantonio.

“Le scrivo perché su invito di alcuni amici ho rivisto la registrazione del consiglio comunale del 23 luglio u.s. Mi rivolgo a Lei poiché oltre ad essere il mio presidente Lei è responsabile dello svolgimento delle sedute, delle quali è garante dell’ordine sia dentro che fuori l’emiciclo. Pertanto Le invio una immagine esaustiva, invitandoLa a guardare la prima parte della registrazione, a testimonianza dello squallido comportamento tenuto dall’addetto stampa del sindaco nei miei confronti. Tralascio gli sberleffi, le risatine che evidentemente sono sintomo di una scarsa identificazione del suo ruolo alla sua professionalità (sarebbe a questo punto auspicabile un adeguamento del compenso al ribasso) ma non accetto che si permetta nel corso di una seduta pubblica di fotografare le mie gambe ed altri parti del mio corpo, al solo fine di disturbarmi e, ripeto qualora non fosse chiaro, nel corso dei miei interventi. Non ci sono parole per descrivere questo atteggiamento che ha il solo fine di mortificare una donna, in questo caso donna “politico”. Pretendo una lettera di scuse, anche se sarebbe più indicata una lettera di richiamo al dipendente, poiché quello per lui era orario di lavoro e non credo che i cittadini di Aprilia versino le tasse per pagare un dipendente simile. Spero Lei capisca cosa mi ha spinta a scrivere queste righe: il gesto cretino rimarrà sempre tale, ma io ho il dovere di difendere la mia dignità perché se oggi non condannassi questo domani autorizzerei e Lei con me chiunque a tenere simili atteggiamenti. È intollerabile e squalificate per tutti.    Certa della sua sensibilità e della disponibilità ad accogliere questa mia istanza, Le auguro una buona giornata!.

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