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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Una legge  in nome di Stella
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Una legge
in nome di Stella

Aprilia

Mai più un caso del genere. Giannina Calissano, madre di Stella Manzi, la bambina di 9 anni uccisa a Natale del 2013 da un ragazzo che guidava un’auto senza assicurazione, senza revisione, senza patente e sotto l’effetto di alcol e droga, ancora non si capacita (e con lei tanti altri) di come sia possibile che la legge oggi permetta, per un caso del genere, di chiedere un patteggiamento a 4 anni di carcere che, tra indulto e detenzione cautelare, rischia di rimettere in libertà un uomo senza una reale e certa pena detentiva. Tutto questo potrebbe non accadere più se, dopo il «sì» della Camera dei deputati la proposta di legge sull’introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali sarà approvata anche al Senato. Cosa cambia? Per il reato di omicidio colposo stradale semplice di fatto nulla: restano le pene da 2 a 7 anni.

Cambiano e molto le ipotesi di reato in caso di aggravanti: chi causa la morte di una persona mentre guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, rischia (con un tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro o in caso di condotte di particolare pericolosità come eccesso di velocità sotto certe condizioni, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio) da 5 a 10 anni di carcere. Ulteriore aumento da 8 a 12 anni di reclusione con un tasso alcolemico superiore a 1,5. Unica attenuante in questi casi è se la vittima è riconosciuta colpevole di una infrazione al codice della strada: la pena può essere ridotta fino alla metà. 

Le altre aggravanti: la pena aumenta se si causa la morte essendosi messi al volante senza patente (mai conseguita, revocata o sospesa) o se l’auto non è assicurata. In caso di fuga è previsto l’aumento più forte: la pena può aumentare fino ai due terzi e non può essere comunque inferiore ai cinque anni di carcere. In tutti i casi sia di condanna che di patteggiamento la patente verrà revocata e prima di 15 anni, non sarà possibile richiederne una nuova. In caso di fuga, non prima di 30 anni. «Un segnale forte che attendevamo da tempo - ha detto Giannina Calissano che sull’omicidio stradale ha avviato una campagna di sensibilizzazione, una raccolta firme e che è riuscita ad ottenere l’impegno di due ministri alla Giustizia - perché oggi la legge per come è scritta, permette e concede attenuanti inaccettabili.

Chiariamo una cosa: la possibilità di sbagliare c’è. Ma aumentare il rischio di causare stragi mettendosi alla guida dopo aver bevuto o consumato droga, non può essere una attenuante. Bisogna stare attenti. L’auto è un’arma. Oggi, genitori e ragazzi, affrontano forse con troppa superficialità la cosa. Anche perché quando succedono le disgrazie ecco che la responsabilità personale è sempre o spesso troppo lieve». Il giovane immigrato romeno che ha ucciso la piccola Stella, 9 anni, ha proposto un patteggiamento a 4 anni di reclusione. In quell’ incidente nella notte del 26 dicembre 2013, l’intera famiglia di Giannina (lei e altri due figli) finì in ospedale. Stella non ce la fece, i suoi organi salvarono altre cinque vite. Morì anche il cane di famiglia.

E il caso per la legge si sarebbe potuto chiudere così se il Gup non avesse rigettato la proposta. «Posso ritenermi soddisfatta, anche se in parte - ha concluso la mamma si Stella - perché si interviene nella parte conclusiva della questione, sulle pene. Servirebbe un serio intervento a monte, in materia di prevenzione, di controllo sulle strade. Non solo arrivare dopo. Per questo mi auguro che indipendente da tutto, i Ministri competenti, le istituzioni locali e non, facciano qualcosa per contribuire a risvegliare una coscienza sociale».

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