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Venerdì 09 Dicembre 2016

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La sede degli ambulatori della Asl di via Giustiniano
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Liste di attesa
di un anno o chiuse

Aprilia

Offerta sanitaria, diritto alla salute. Ad Aprilia tutto questo, in ambito pubblico, rischia di apparire sempre più un miraggio. Si tratta - è la posizione dei membri del Tribunale del malato di Aprilia - di diritti che nella seconda città della provincia pontina (quinta nella regione Lazio) vengono calpestati continuamente. L’affondo del Tribunale del Malato è diretto al Servizio nazionale sanitario che, per i volontari, avrebbe sempre dato prova di una inadeguata capacità di organizzazione. Inoltre in seguito ai tagli previsti dalla spending review l’utenza ha dovuto fare i conti con un allungamento dei tempi di attesa per visite specialistiche, esami diagnostici, interventi chirurgici».

Oltre ai disagi comprensibili, cosa comporta tutto ciò? «L’assistenza sanitaria, specie per chi vive ad Aprilia, è divenuta un lusso per pochi, per coloro che posseggono i mezzi finanziari ed economici per rivolgersi a strutture private e per pagare ticket». Gli appelli del Tdm sembrano essere caduti nel vuoto. Da tempo vengono effettuati tentativi per sensibilizzare gli enti e le istituzioni dal Comune alla Provincia, dalla Regione alla Asl sul grave stato dell’offerta sanitaria sul territorio, senza contare poi le denunce a mezzo stampa. 

120mila
E’ il numero di abitanti del Distretto sanitario Lt1 che comprende, oltre ad Aprilia, anche Cisterna, Cori e Rocca Massima.

«La popolazione - dicono dal Tdm - si aspettava qualche miglioramento, si aspettava una riduzione delle liste di attesa e l’arrivo ad Aprilia di esami strumentali diagnostici e possibilità di effettuare nuove visite specialistiche. Invece anche per l’anno in corso poco è cambiato Certo - ammettono dal Tdm - finalmente è stato assegnato un nuovo cardiologo, ma non si può certo essere soddisfatti». La mappa delle carenze e dei ritardi è impietosa: le vi siete cardiologiche hanno una lista di attesa che si conferma identica a quella dell’anno scorso di 12 mesi. Stessa situazione per chi deve effettuare una visita oculistica.

Peggiora invece Ortopedia dove l’anno scorso per una visita si doveva aspettare “solo” 5 mesi. Oggi le liste - riferisce il Tdm - sono di fatto chiuse. Poi c’è il discorso dell’infanzia. Presso il Poliambulatorio, reparto di Neuropsichiatria, risulterebbero esserci 400 bambini in attesa della prima visita. Se ne effettuano 10 l’anno. Il calo della natalità in tutto il Paese non può certo portare a tali numeri. E qui il Tdm si ferma. Perché di alcuni settori fondamentali per una popolazione caratterizzata da una forte componente in età avanzata, la città è del tutto sguarnita. Si parte da Remautologia, da Urologia, senza contare che servirebbero medici specializzati anche in Endocrinologia, Nefrologia, Angiologia e Chirurgia.

Questo potrebbe essere - per il Tdm - un livello di offerta sanitaria degno di questo nome. «Poi bisogna anche ricordare che mancano le basi nel campo della diagnostica: mancano le Tac, le risonanze magnetiche, gli Rx, l’holter, l’ecografia. Non si possono effettuare gastroscopie, colonscopie, un Eco-color-doppler, una radioterapia. L’utente di Aprilia o si rivolge al privato o deve affrontare viaggi anche non brevi e affrontare anche i disagi delle attese che caratterizzano tutti i centri sanitari pubblici. Per questo il Tdm ha promosso una raccolta popolare di firme per chiedere l’attivazione di strumentazioni diagnostiche fondamentali come quelle citate, e magari anche ottenere una qualche figura specialistica».

La decisione arriva all’indomani del successo ottenuto (3.000 firme) per promuovere lo screening gratuito per la prevenzione del tumore del colon-retto. Il Distretto Lt1 - conclude il Tdm - che oltre ad Aprilia comprende Cisterna, Cori e Rocca Massima, conta circa 120.100 abitanti, è il distretto con il più alto tasso di mortalità per tumori, con valori superiori a quello provinciale. E’ necessario quindi che l’utenza sia al centro di campagne di prevenzione e di ricevere una offerta sanitaria che sia degna di questo nome.

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