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Sabato 03 Dicembre 2016

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Operazione "Tassa Pulita", confiscati i beni a due persone

Litorale e Castelli Romani

Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Velletri. Confisca da 215mila euro

Stamattina, tra il litorale e i Castelli Romani, i carabinieri della compagnia di Velletri hanno dato esecuzione al provvedimento esecutivo di confisca dei beni emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Velletri, a seguito di patteggiamento, divenuto irrevocabile, nei confronti di due persone, già tratte in arresto in passato dai militari della stazione di Ariccia nel luglio 2015 in ottemperanza al provvedimento di misura cautelare emesso dalla medesima autorità giudiziaria, poiché ritenuti responsabili dei reati di truffa pluriaggravata e continuata ai danni dello Stato, appropriazione indebita ed esercizio abusivo di una professione. 

L’ attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri, aveva consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei 3 soggetti, tutti appartenenti a una società di recupero crediti di Pomezia: il legale rappresentante, un sedicente avvocato responsabile legale senza alcun titolo e un dipendente incaricato alla riscossione.

Tale ditta aveva ricevuto da una Spa a totale capitale pubblico ed incaricata del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti per vari comuni della provincia di Roma e Frosinone, l’appalto per il recupero dei crediti da parte degli utenti responsabili del mancato pagamento della tariffa di igiene ambientale o Tia (oggi Tares tariffa rifiuti e servizi). 

e indagini avevano consentito di dimostrare che la società di riscossione aveva indebitamente trattenuto somme in contanti equivalenti a 215.000 euro circa, ricevute direttamente dagli utenti, truffando circa 90 vittime tra privati cittadini e aziende (quasi tutte appartenenti ai comuni di Ariccia e Ciampino) che, ignare, ritenevano di aver ottemperato al pagamento della tassa. 

A seguito dell’arresto dei tre soggetti, la Procura della Repubblica di Velletri, a fronte degli evidenti indizi di colpevolezza, aveva richiesto il giudizio immediato a carico di due dei tre indagati, che hanno patteggiato la pena ad anni due e mesi tre di reclusione.

Il giudice del Tribunale di Velletri, nella sentenza di condanna, ha altresì disposto la confisca dei beni mobili ed immobili dei condannati fino al raggiungimento della somma di 215.000 euro, già sottoposti a sequestro preventivo in concomitanza con l’esecuzione dei provvedimenti di misura di custodia cautelare e reale. In virtù di ciò, sono stati confiscati dai carabinieri 4 immobili (3 appartamenti e un garage), 8 conti correnti, 2 libretti di risparmio, 3 carte prepagate e quote societarie.

Il terzo indagato sarà giudicato con rito ordinario.

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