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Martedì 06 Dicembre 2016

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Bigenitorialità, il monito di Adiantum in vista dell'inizio delle scuole
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Bigenitorialità, il monito di Adiantum in vista dell'inizio delle scuole

Ardea

Come arrivare alla piena applicazione della Legge sull'Affido condiviso di un minore

Da qualche tempo, l'associazione Adiantum (Associazione di Aderenti Nazionale per la Tutela dei Minori) riceve diverse segnalazioni circa il mancato adempimento da parte delle scuole, rispetto al decreto sull'Affido condiviso.

Di conseguenza, è partita la mobilitazione anche in vista dell'inizio di questo anno scolastico. "Tale normativa - spiega Giacomo Rotoli, presidente di Adiantum, in un pezzo pubblicato sul sito istituzionale dell'associazione - sancisce il diritto del minore, anche in caso di separazione dei genitori, a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo che preveda per entrambi i genitori pari responsabilità genitoriale e che essa debba essere esercitata di comune accordo tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio, anche con riferimento alle decisioni relative all’educazione ed all’istruzione. Questi principi, però, rimangono spesso lettera morta”.

Di conseguenza, proprio per iniziare l’anno scolastico nel migliore dei modi e garantire il prima possibile l'esercizio del diritto/dovere di ogni genitore, Adiantum vuole invitare tutti i genitori separati, divorziati, non più conviventi (anche se non affidatari) a protocollare una raccomandata A/R presso gli istituti scolastici dei figli ricordando che: "Il sottoscritto (genitore che interloquisce con la scuola) consapevole delle conseguenza amministrative e penali per chi rilasci dichiarazioni non corrispondenti a verità, ai sensi del Dpr 245 (rectius nr. 445 del 28 dicembre 2000), dichiara di avere effettuato la scelta/richiesta in osservanza delle disposizioni sulla responsabilità genitoriale di cui agli art. 316, 337 ter e 337 quater del codice civile, che richiedono il consenso di entrambi i genitori"; di conseguenza, ove una tale dichiarazione risulti poi essere non vera, proprio perché è mancato il consenso dell'altro genitore in danno del dichiarante, scatteranno tutta una serie di sanzioni, ferma restando a norma di quanto disposto dal precedente art. 75 la "decadenza dei benefici eventualmente conseguiti”.

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