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Venerdì 02 Dicembre 2016

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Spiaggia affidata senza un bando, il Consiglio di Stato contraddice  il Comune

(foto d'archivio)

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Spiaggia affidata senza un bando, il Consiglio di Stato contraddice il Comune

Ardea

L'ente non poteva autorizzare il subingresso di una società dopo la rinuncia del titolare della concessione

Il Comune di Ardea non poteva autorizzare il subingresso di una società per la concessione demaniale a cui - nel 2014 - aveva rinunciato la società Orsa Minore 3000 srl. È questo quanto ha stabilito il Consiglio di Stato, accogliendo - in parte - il ricorso presentato dalla società Dago srl contro il Comune e nei confronti di una terza società (non costituita in questo grado di giudizio), per chiedere la riforma della sentenza del Tar del Lazio del 2015, con cui i giudici di primo grado avevano rigettato il precedente ricorso dell’appellante. In buona sostanza, la Dago ha contestato il subingresso nella concessione inerente l’area demaniale precedentemente gestita dalla Orsa Minore 3000 srl di un’altra società e l’ordinanza di sgombero dell’area intimata dal Comune a gennaio 2015 per quanto concerne proprio la spiaggia al centro del contendere.

Il Consiglio di Stato ha accolto soltanto la prima parte del ricorso, evidenziando come l’ente di via Garibaldi non avrebbe potuto affidare la gestione della spiaggia senza una gara a evidenza pubblica. Nonostante al Tar avessero ritenuto legittimo questo tipo di procedimento, il Consiglio di Stato ha evidenziato che, “a seguito della rinuncia al titolo di godimento esclusivo da parte del precedente concessionario, il Comune di Ardea non avrebbe potuto far luogo (addirittura il giorno successivo) all’affidamento delle stesse aree demaniali ad altro soggetto per subingresso”. Questo poiché “a fronte della nuova richiesta di rilascio di un titolo di godimento da parte di un altro soggetto, l’amministrazione - si legge ancora in sentenza - avrebbe dovuto esperire una procedura comparativa per l’individuazione del nuovo concessionario”. Per questo motivo, il ricorso della Dago viene accolto e, conseguentemente, quella spiaggia dovrà andare a gara.

Di contro, però, l’appello contro l’ordinanza di sgombero è stata rigettata: se la società subentrata non può occupare quell’area demaniale, allora neanche la Dago srl - destinataria dell’atto comunale - non poteva trovarsi in quegli spazi.

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