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Martedì 06 Dicembre 2016

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Spese legali pagate dal Comune per il marito di un consigliere comunale, condannato l'ex dirigente

Il Comune di Pomezia

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Spese legali pagate dal Comune per il marito di un consigliere comunale, condannato l'ex dirigente

Pomezia

Il dipendente comunale non poteva autorizzare gli esborsi da parte dell'ente: per la Corte dei Conti deve restituire più di 68mila euro

La Sezione giurisdizionale per il Lazio della Corte dei Conti, con una sentenza recentemente pubblicata sul proprio sito, ha condannato un ex dirigente del Comune di Pomezia, a titolo di responsabilità amministrativa, al pagamento in favore dell'ente locale del danno erariale ammontante a complessivi 68.629,68 euro, oltre alla rivalutazione monetaria, nonché al pagamento, su detta somma, degli interessi legali decorrenti dalla data del deposito della presente sentenza al saldo.

Alla base della condanna c'è la decisione dell'ex dirigente di corrispondere ai legali difensori del marito di una ex consigliere comunale dei Verdi - per fatti risalenti al 2010 -, non indagata nel procedimento penale in cui, all'epoca, risultava coinvolto il coniuge (poi assolto), la somme spettante per la difesa dell'allora imputato.

La Corte, nello specifico, ha chiarito che il marito dell'ex consigliere, non essendo all'epoca dei fatti né dipendente, né tantomeno amministratore del Comune pometino, non poteva avere le spese legali del procedimento in cui era coinvolto pagate dal Comune.

"Anche se si aderisse alla tesi (certamente esclusa) che egli era imputato per quei fatti per essersi avvalso del ruolo di consigliere comuna­le della moglie - hanno aggiunto, in sentenza, dalla Corte - ciò avrebbe comunque comportato l’esclusione del rimborso per l’esisten­za di un conflitto di interessi con il Comune".

C'è di più. "Le spese legali hanno riguardato i giudizi penali a carico del solo" marito del consigliere, "che era estraneo all’organico, all’attività, alle competenze e alla rappresentatività dell’ente pubblico, non rivestendo alcun ruolo comunale, con la conseguenza che la loro rifusione, in palese violazione di legge, configura un esborso indebito e, quindi, un sicuro pregiudizio economico alle finanze comunali che l’odierno convenuto è tenuto a risarcire".

"Nessun dubbio, infine - conclude la sentenza - può sorgere circa l’esistenza di tale danno erariale essendo la condotta posta in essere il presupposto fattuale, logico e giuridico della corresponsione delle spese non dovute a soggetto estraneo all’amministrazione con conseguente depauperamento delle casse dell’Erario comunale".

Di conseguenza, nonostante in sede di procedimento penale il Tribunale di Velletri abbia assolto dall'accusa di abuso d'ufficio l'ex dirigente, in sede contabile la Corte ha ritenuto di dover condannare il convenuto.

Essendo una condanna di primo grado, l'ex dirigente potrà promuovere ricorso in Appello.

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