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Martedì 06 Dicembre 2016

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Le verifiche della Guardia di finanza nell’ambito dell’operazione ”Servizio globale”
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Evasione fiscale coi lubrificanti

Pomezia

Nel corso della mattinata di ieri, i finanzieri del Comando provinciale di Roma hanno eseguito delle misure cautelari personali nei confronti di nove persone, chiudendo il cerchio attorno all’indagine “Servizio globale”, grazie alla quale è stato scoperto un sistema che sarebbe stato dedito all’importazione illecita di olio lubrificante in evasione d’imposta, oltre che all’emissione di false fatture.

Un’indagine durata diverso tempo e che è arrivata fino a Pomezia, dove si troverebbe la società che commercerebbe prodotti e accessori per automobili realmente destinataria degli oli lubrificanti, gestita da due fratelli, arrestati nell’ambito dell’indagine e con uno di loro finito ai domiciliari. «Il sistema illecito ideato prevedeva la costituzione di società ‘cartiere’, del tutto prive di effettiva consistenza aziendale ed intestate a meri prestanome, che venivano interposte tra i fornitori comunitari di olio lubrificante proveniente da Francia, Germania, Lituania, Belgio e Polonia, ed il reale destinatario del prodotto, cioè la società attiva nel territorio di Pomezia nel settore della commercializzazione dei prodotti ed accessori per automobili.

In tal modo - hanno spiegato le Fiamme gialle - l’onere fiscale dell’importazione veniva fatto gravare interamente sulle società ‘cartiere’ interposte che, dopo aver operato per un breve periodo di tempo sotto il controllo occulto dei fratelli e di un loro sodale, erano destinate a scomparire senza lasciare alcuna traccia e senza versare alcuna imposta all’erario».

Eseguite ieri mattina nove misure cautelari, sette persone sono agli arresti. I prodotti destinati a sud di Roma.

In più, secondo la Finanza sarebbero esistite altre società fittizie, usate per l’emissione di fatture relative a operazioni inesistenti che - secondo gli investigatori - avrebbero consentito sia l’evasione fiscale per i beneficiari delle fatturazioni stesse - in particolare a un gruppo societario di Avezzano - «ma anche - proseguono gli inquirenti - di movimentare ingenti somme di denaro che, in larga parte, venivano utilizzate proprio per finanziare le illecite importazioni di olio lubrificante, in quanto veicolate sui conti correnti delle società ‘cartiere’ al fine di consentire a queste ultime di pagare ai fornitori esteri gli ordinativi di prodotto da introdurre in Italia».

A conferma di ciò, la Finanza ha effettuato - nel tempo - dei sequestri “su strada” di 40mila litri di lubrificante che, seppure formalmente importato dalle società “cartiere”, sarebbe stato destinato alle imprese dei due fratelli attivi a Pomezia. In più, secondo le ricostruzioni della Finanza, tra giugno e settembre 2014 sarebbero stati importati oltre 150mila litri di olio, in totale evasione d’imposta.

In ultimo, ma non per ordine di importanza, i finanzieri hanno scoperto che la creazione delle società sarebbe stata gestita da un consulente del lavoro di Roma - arrestato - con la collaborazione di un ispettore della Guardia di finanza che avrebbe avuto il compito di reclutare i prestanome a cui intestare le società fittizie. Per lui, sarebbe scattata la misura della presentazione alla polizia giudiziaria.

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