Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Sabato 10 Dicembre 2016

.




La caserma della Guardia di finanza di Pomezia
0

Truffa alle imprese agroalimentari
La Finanza indaga anche a Pomezia

Pomezia

È arrivata fino a Pomezia un’indagine partita dopo la querela presentata da una azienda pugliese, che sarebbe stata vittima di un raggiro. In particolare, tutto si sarebbe sviluppato nel settore agroalimentare, visto che l’azienda agricola di Seclì - in provincia di Lecce - avrebbe dato il via alle investigazioni con la segnalazione del mancato pagamento di una partita da ottomila bottiglie di vino, che sarebbe stata inviata a una ditta di Pomezia.

Cinque persone
sono sotto la lente
delle Fiamme gialle
Diverse le aziende
raggirate in tutta Italia.

A quel punto, su coordinamento della Procura della Repubblica di Velletri, i finanzieri della compagnia di Pomezia hanno dato il via ad accertamenti piuttosto approfonditi, scoprendo un possibile raggiro di portata piuttosto vasta, visto che sarebbe esteso a diverse aziende del settore agroalimentare operanti in tutta Italia. «La vicenda - hanno spiegato dal Comando provinciale di Roma delle Fiamme gialle - vedrebbe coinvolti direttamente anche soci della ditta in questione che erano soliti commissionare alle imprese truffate la fornitura di partite di olio, vino, sottaceti e pasta, cui seguivano, dopo il versamento di una prima rata, ulteriori ordinativi senza il versamento di acconti. Alle richieste di pagamento delle rate insolute, venivano rilasciate false fidejussioni, al fine di ‘prendere tempo’ e conquistare, contemporaneamente, la fiducia della controparte».

La merce, stando alla ricostruzione dei fatti da parte degli inquirenti, sarebbe stata stoccata in un magazzino di Pomezia, «per poi volatilizzarsi - hanno aggiunto le Fiamme gialle romane - probabilmente venduta ‘in nero’ ad altri operatori». A questo punto, inevitabile - da parte dell’autorità giudiziaria competente - sarebbe stata la disposizione di perquisizioni locali estese a tutta Italia, con particolare attenzione a Pavia, Colleferro e Pomezia, oltre che nelle abitazioni delle persone - situate nelle province di Frosinone, Imperia, Roma e Pavia - che sarebbero state indagate per la presunta truffa alle aziende agroalimentari. «Durante l’operazione - hanno aggiunto i finanzieri della Capitale - è stata rinvenuta documentazione ritenuta interessante, nonché bottiglie di vino appartenenti agli stessi lotti forniti dalle imprese raggirate». L’indagine, però, potrebbe allargarsi.


Le Fiamme gialle romane, infatti, hanno chiarito che, tramite le investigazioni fin qui portate avanti, il numero di persone finite nel raggiro portato avanti nel tempo tramite l’utilizzo del nome della ditta finita sotto la lente della Finanza «potrebbe essere sicuramente più estesa di quanto sin qui accertato». Comunque sia, fino ad ora, sarebbero cinque le persone sottoposte ad indagini relative alla presunta truffa sopra citata, che sarebbe stata operata nei confronti di aziende attive nelle province di Brindisi, Piacenza, Catania, Treviso e Roma. Un lavoro - quello dei finanzieri - che sicuramente andrà avanti anche nelle prossime settimane per provare a fare piena luce sulla faccenda, anche alla luce dei documenti acquisiti durante le perquisizioni effettuate.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400