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Domenica 04 Dicembre 2016

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Il sindaco De Meo querela la Rai per la fiction
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Causa alla Rai per la fiction, De Meo chiama un principe del Foro

Fondi

Il Comune querela l'azienda per aver danneggiato l'immagine di Fondi nella mini serie "Io non mi arrendo". Incaricato l'avvocato e costituzionalista Alfonso Celotto 

Sarà l’avvocato Alfonso Celotto, costituzionalista, docente di diritto e noto legale a rappresentare il Comune di Fondi nell’azione giudiziaria che l’ente municipale ha deciso di intraprendere nei confronti della Rai per la fiction “Io non mi arrendo”, dedicata al poliziotto Roberto Mancini, morto per un tumore contratto durante le indagini nella Terra dei Fuochi.

Con una delibera, la giunta guidata dal sindaco Salvatore De Meo ha infatti incaricato, insieme all’avvocato Virginio Palazzo di Fondi, anche il professor Alfonso Celotto, docente, scrittore, esperto di Costituzione e di pubblica amministrazione.
La delibera è introdotta da una lunga premessa in cui il Comune illustra i motivi per i quali vuole «intraprendere ogni utile azione giudiziaria nei confronti della Rai per la tutela del proprio nome e dell’onore della città, degli abitanti e dei suoi numerosi ospiti, nonché delle attività produttive».

La richiesta è che il nome della città di Fondi venga inibito dalla fiction, «ancora visibile integralmente sul sito della Rai». Il caso era scoppiato quando, nei giorni del 15 e del 16 febbraio, la miniserie con protagonista Beppe Fiorello ha rappresentato la città di Fondi «in più occasioni in maniera diretta come un territorio privilegiato per l’esercizio dei traffici illeciti». De Meo aveva subito chiesto le motivazioni di quell’uso, non trasfigurato come per gli altri. Nell'occasione era stato menzionato anche un immaginario “Banco agricolo di Fondi” che nella fiction riciclava il denaro delle ecomafie. La Rai aveva risposto al Comune, spiegando che le riprese erano state fatte in Puglia e non a Fondi e dunque era da escludere la possibilità di qualsiasi associazione. Risposta non considerata esaustiva dal sindaco, che allora ha deciso di farsi rappresentare da un principe del Foro per tutelare l'immagine della città.

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