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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Sanità e tagli, il comitato: "Basta chiacchiere, scendiamo in piazza"
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Sanità e tagli, il comitato: "Basta chiacchiere, scendiamo in piazza"

Fondi

Il movimento in difesa dell'ospedale non molla la presa: l'ombra di nuovi disagi

Una rassicurazione di oggi può non rivelarsi sufficiente un domani quando un taglio qua e uno là possono compremettere in modo irreparabile la funzionalità dell’ospedale “San Giovanni di Dio”. A Fondi, a poche ore dall’incontro che si è tenuto a Roma tra il governatore del Lazio Nicola Zingaretti e il sindaco Salvatore De Meo, con la mediazione del consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Simeone, il Comitato in difesa dell’ospedale torna a suonare la carica: «Basta parole, ora servono i fatti». Questa, in sintesi, la posizione espressa dal comitato cittadino guidato dal referente Lucio De Santis. Uno che, nella sua vita, di battaglie per l’ospedale ne ha guidate tante e ammette di voler fare ancora le barricate per difendere col coltello tra i denti il diritto alla salute dei cittadini.

«È inaccettabile che ancora si continui a pensare che tutti i problemi si possano risolvere con una rassicurazione a parole e un cordiale invito a fidarsi. È il momento dei fatti, delle azioni concrete». L’altro giorno sindaco e governatore hanno avuto modo di incontrarsi (finalmente) e discutere della questione sanità. A preoccupare il possibile spostamento di anestesisti da Fondi a Terracina, le conseguenze sul reparto di Ostetricia che potrebbe spostarsi a Formia con l’inevitabile riduzione dei servizi per gli utenti. «Timori che restano» spiega De Santis. Zingaretti ha rassicurato e garantito che incontrerà il manager dell’Asl pontina Giorgio Casati. «Ma quando? Come?» chiede il Comitato. «Ciò che sappiamo è che i servizi sono limitati, che i reparti sono in apnea e che quello che era un ospedale centrale nella rete della sanità pontina si è ridotto a una struttura costretta a lavorare a mezzo servizio». A questo punto, a parte le solite garanzie, il Comitato propone di fare pressing su Asl e Regione. Come? Organizzando proteste di piazza. E le istituzioni devono stare in prima linea con i cittadini che rappresentano, maggioranza e opposizione insieme. Perché, specifica De Santis, non c’è una sanità del Pd e una di Forza Italia, né un ospedale di destra e uno di sinistra. «Organizzare proteste di massa ora perché è il momento di giocare le ultime carte per difendere il nostro ospedale». Proprio per questo l’invito del comitato è esteso ai Comuni vicini che si servono dell’ospedale di Fondi. 

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