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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Castagneto da salvare, continua la lotta biologica
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Castagneto da salvare, continua la lotta biologica

Lenola

I risultati della battaglia contro il cinipide illustrati dall'amministrazione comunale

Per il secondo anno consecutivo il Comune di Lenola promuove la lotta biologica come tipo di lotta rispettosa della salute umana e dell'ecosistema. Nei giorni scorsi, nei castagneti presenti sul nostro territorio, sono stati effettuati lanci di Torymus sinesis su richiesta dell’Assessorato Ambiente del Comune di Lenola e finanziati dalla Regione Lazio, Direzione Agricoltura e Sviluppo Rurale, Servizio Fitosanitario regionale.  A partire dal 2005 nel Lazio si è avuta l’infestazione del Cinipide del Castagno, attraverso materiale vivaistico proveniente dal Piemonte.
L’insetto attacca unicamente il genere Castanea, provocando la formazione di galle (ingrossamenti di forma tondeggiante) su foglie e germogli e può compromettere lo sviluppo vegetativo delle piante e la fruttificazione.
I primi focolai nel Viterbese ed a Formia sono stati oggetto di uno scrupoloso lavoro di taglio delle piante infestate, prescritto obbligatoriamente dal Servizio fitosanitario regionale.
Le possibilità di lotta al Cinipide sono attualmente limitate; gli interventi inizialmente attuati nelle aree focolaio sia del Lazio sia di altre regioni italiane, quali potature, estirpazioni, tagli di ritorno drastici, tagli a raso, bruciature del materiale di risulta si sono dimostrati sostanzialmente inefficaci nell’arginare la diffusione dell’insetto.
Da ricerche effettuate dall’Università della Tuscia sono state evidenziate la presenza e l’utile ruolo, anche nel Lazio, di numerose specie di antagonisti naturali del Cinipide. Tra questi, almeno 12 specie di parassitoidi, insetti le cui larve si alimentano su quelle del Cinipide uccidendole in quanto è emersa la completa inutilità dei trattamenti chimici insetticidi nei confronti del Cinipide.

Con i lanci effettuati, il Torymus sinensis procede a colonizzare il territorio espandendosi nei castagneti similmente al Cinipide, e seguendone l’infestazione. 
In seguito, sarà cura del Comune monitorare i siti interessati e verificare con le strutture regionali i risultati dei lanci e dell’attività di moltiplicazione del Torymus sinesis. Il castagneto di Lenola, esteso per decine di ettari, era a rischio ormai da anni da questo parassita veloce ed altamente nocivo, in grado di compromettere irrimediabilmente sviluppo e fruttificazione della pianta. E fino a non molto tempo fa considerato imbattibile: dai tagli alle estirpazioni, passando per i trattamenti chimici tra i più disparati, in tutta la penisola i possibili rimedi per eliminare le infestazioni si erano rivelati nel tempo inefficaci. Fino alla recente discesa in campo del “Torymus sinesis”, un altro parassita. Il nemico numero uno del Cinipide, immesso a partire dai mesi scorsi nei castagneti infestati presenti nel Lazio, nell’ambito di un progetto ad ampio raggio finanziato dalla Regione.

"Oggi - fa sapere l'amministrazione comunale di Lenola - possiamo affermare che la lotta al Dryocosmus kuriphilus, più comunemente conosciuto come cinipide del castagno, non solo è ormai un ricordo, ma la produzione di castagne si è improvvisamente impennata e, a detta degli esperti, mai stata tanto cospicua e di qualità".

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