Entra nel vivo il processo che segue l’indagine della Procura e i sequestri avvenuti nell’area esterna del ristorante “Le Pantanelle” a Monte San Biagio. Ieri mattina, davanti al collegio penale del tribunale di Latina (presidente Pierfrancesco De Angelis) si è tenuta un’udienza fiume in cui sono stati ascoltati i primi testi chiamati a ricostruire la vicenda che portò il Nipaf di Latina ad apporre i sigilli a un pergolato e a una piscina decorativa. Per l’accusa, rappresentata in aula dal pubblico ministero Cristina Pigozzo, ha testimoniato Stefano Giulivo del Nipaf che ha spiegato le difformità riscontrate in fase di indagine tra i titoli autorizzativi e quanto realizzato dalla proprietà della nota attività di ristorazione, come peraltro emerso in un lungo iter giudiziario tra tribunale e cassazione. A processo, come si ricorderà, la titolare del ristorante Erica Parisella e il tecnico comunale Tiziana Di Fazio. A seguire sono stati ascoltati due consulenti di parte (il collegio difensivo è rappresentato dagli avvocati Giulio Mastrobattista, Adelindo Maragoni e Giovanni Fusco). Bonaventura Pianese e Massimo Monacelli, peraltro dirigenti in due Comuni vicini, rispettivamente Terracina e Itri, hanno sostanzialmente sostenuto le tesi difensive. I tecnici hanno riconosciuto a loro modo di vedere la legittimità dei titoli concessori, ricostruendo sia tecnicamente che da un punto di vista delle norme, le procedure seguite nel rilascio delle autorizzazioni a costruire e quindi i lavori eseguiti. Per concludere, la difesa ha presentato istanza al pm di dissequestro della piscina e del pergolato e in seconda battuta la possibilità di utilizzo delle strutture, ottenendo dal magistrato un primo parere favorevole proprio su quest’ultimo punto. Ora però dovrà pronunciarsi il collegio penale.