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Recinzione sull'uso civico, dal Tribunale la stangata al privato

Fondi

Dopo dieci anni di sentenze, il Comune procede al recupero coatto del maxi risarcimento su un cittadino

Una recinzione abusiva intorno ad un lotto di terreno gravato da uso civico, un’ordinanza di demolizione, un preavviso, una marea di ricorsi, una causa in tribunale finita in Corte d’Appello proprio quest’anno con la definitiva sentenza in favore dell’ente municipale.

È lungo il contenzioso tra il Comune di Fondi e un privato accusato di aver recintato un lotto di terreno gravato da uso civico, dunque «a danno della collettività» senza procedere alla demolizione quando gli è stata ingiunta. La prima ordinanza di demolizione risale al 2005, poi una serie di ricorsi al tribunale ordinario e a quello amministrativo. Un’istanza di alienazione gli era stata negata al cittadino, che però non si è dato per vinto. Poi, nel 2004 il Consiglio comunale approva un progetto di rinaturalizzazione della duna. La questione resta impigliata ai tempi della giustizia, fino a quando il Comune nel 2009 vince il primo grado e si vede riconoscere quasi 100 mila euro. Precisamente 95.425 euro. Cui ora vanno aggiunte quasi 10 mila euro di spese legali per il primo grado, 4.500 euro per la causa al Tar e ancora 10 mila euro per la Corte d’Appello.

Il privato non ha mai ottemperato, così l’amministrazione comunale ha deciso per la riscossione coatta: parliamo di circa 120 mila euro. L’avvocatura del Comune ha proposto di «procedere con il recupero coattivo degli importi suddetti». La giunta De Meo ha approvato all’unanimità.

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