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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Ex hotel Miracolle, il "giallo" della tassa sui rifiuti
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Ex hotel Miracolle, il "giallo" della tassa sui rifiuti

Lenola

L'opposizione incalza e chiede chiarezza su destinazione d'uso e versamento dei tributi

Il gruppo consiliare di minoranza "Lenola Movimento Civico" torna a puntare i piedi sulla gestione dell'ex albergo "Miracolle". Il consigliere Fernando Magnafico, dopo aver ampiamente parlato della questione dei vecchi canoni non corrisposti per cui è in atto una querelle giudiziaria, focalizza l'attenzione sull'aspetto amministrativo e tributario della vicenda. 

"In base alle nostre indagini - si legge in una nota - risulta che il gestore del Miracolle, che poi è una cooperativa, non ha presentato la denuncia originaria dei locali e delle aree riguardanti l'applicazione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. L’ufficio comunale competente, non avendo dati certi, ha inviato una richiesta di pagamento per un importo calcolato su  999 metri quadri di superficie adibita  a casa di riposo. Per questa tipologia di attività, la tariffa è ridottissima in confronto a quella che si paga per le superfici utilizzate per ristorante, pizzeria o bar e il pagamento diventa irrisorio rispetto agli altri ristoratori nonché titolari di bar e pizzerie". Particolare non proprio trascurabile, secondo l'opposizione.

A Lenola la tassa sui rifiuti per una casa di riposo è di euro 2,05 per metro quadro; per il bar è di 7,85 per metro quadro; per il ristorante è di euro 10,35 per metro quadro. "Nonostante nella struttura si svolgano diverse attività, la SCIA trasmessa dalla coop al Comune - sostiene il Movimento Civico - riguarda soltanto la casa di riposo. In questo modo si evita di versare una considerevole differenza, maggiormente evidente se andiamo a verificare gli effettivi metri quadri della struttura. Facciamo infatti presente che la superficie pavimentata del Miracolle è di 1.714 metri quadri; la superficie coperta è di 1.371 metri quadri. Pur sottraendo le superfici non soggette a tassazione (poche) si arriva comunque a circa 1.500 metri quadri".

Altra stranezza denunciata dalla minoranza, il fatto che il cambio di destinazione d'uso sia stato presentato dalla coop e non dal proprietario (che è il Comune). "È come se qualcuno che abita in affitto decida di modificare l'uso dell'appartamento di proprietà altrui" commenta Magnafico, il quale promette battaglia. "Non ci fermeremo qui. Pretenderemo che venga applicata la tassazione che prescrive il regolamento e che la somma incassata venga utilizzata per alleggerire l'importo che pagano gli altri gestori di ristoranti bar e pizzerie, esclusi da ogni privilegio concesso invece ad altri. E considerato che gli amministratori comunali continuano ad atteggiarsi a personaggi superiori, a paladini della legalità, chiederemo lumi anche sullo smaltimento dei rifiuti sanitari prodotti nella struttura".

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