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Venerdì 02 Dicembre 2016

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Riattivati gli autovelox  sulla Cassino-Formia

Foto d'archivio

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Autovelox mobile, ricorsi in prefettura

Monte San Biagio

Effetto domino sulle multe: contestato anche il posizionamento dei rilevatori

Il giudice di pace di Fondi ha aperto un fronte e l’impressione è che in tanti si inseriranno nella battaglia legale contro il Comune di Monte San Biagio. Il dottor Giovanni Pesce, nell’accogliere il ricorso di un automobilista multato sull’Appia con l’autovelox mobile in uso alla polizia locale, ha evidenziato la carenza di segnaletica. Requisito necessario, questo, a rendere valido il verbale. Il giudice ha quindi accolto le contestazioni dell’avvocato Stefano Cavaiola dello studio legale Basile. Da qui l’annullamento di un verbale nonostante il tentativo di opposizione del Comune. Il motivo? Citando la cassazione il giudice ha rilevato che nel caso si configura una illegittima fattispecie di «multa a tradimento». Ma non è solo questione di cartellonistica. C’è dell’altro e lo stesso legale ha già presentato altri ricorsi, ma al prefetto di Latina, per la pronuncia su molte situazioni per così dire sospette. Secondo la teoria del legale Cavaiola i rilevatori mobili sull’Appia, nei tratti in cui sono stati eseguiti negli ultimi mesi numerosi accertamenti, non potevano proprio essere messi in funzione. E questo in virtù di un decreto prefettizio del dicembre del 2007, che disciplina proprio l’utilizzo degli autovelox. L’allora prefetto Bruno Frattasi allegò al decreto un elenco di punti in cui era possibile svolgere gli accertamenti “a distanza”, senza cioè prevedere la contestazione immediata delle infrazioni. Per quanto riguarda l’Appia, per restare a ridosso del territorio monticellano, le apparecchiature speciali possono essere impiegate dal km 98 al km 100. Si tratta infatti di un punto in cui è sconsigliato fermare le macchine per contestare l’infrazione. Ma per i tratti successivi, ad esempio a Valle Marina o all’altezza del cimitero comunale, sono presenti piazzole e banchine che consentirebbero adeguati controlli senza pregiudizio per la sicurezza. Senza il rispetto del decreto prefettizio, i verbali - si evince dall’offensiva dell’avvocato - si espongono al rischio di essere annullati. E in effetti molte sanzioni sono già state impugnate davanti al prefetto. 

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