L’amministrazione comunale di Sperlonga dovrebbe spiegare ai cittadini il perché di anni e anni di contenziosi senza riuscire a trovare una soluzione per il parcheggio di Bazzano. Continuando a pagare spese legali anche per dei ricorsi – come l’ultimo per cassazione - «manifestamente infondati». A intervenire sulla vicenda sono i consiglieri comunali di minoranza del gruppo “Sperlonga Cambia”, che in un comunicato stampa chiedono di far chiarezza alla maggioranza del sindaco Armando Cusani. «Un problema, quello delle spese legali, che – scrivono – abbiamo più volte sollevato in Consiglio comunale», quando si è parlato anche delle querele sporte (ma era la precedente amministrazione, è bene precisarlo) persino nei confronti di alcuni ragazzi “colpevoli” di aver espresso su Facebook la propria opinione. «L’ultimo episodio emblematico di una gestione discutibile dei soldi pubblici da parte dell’amministrazione comunale – aggiungono Toscano, Zori, Rossi e Di Girolamo – si è verificato nei giorni scorsi. Il Comune aveva presentato un ricorso dinanzi alla Cassazione, che già si era pronunciata sulla materia, in merito al terreno di Bazzano» finito sotto sequestro nel 2013. La Cassazione ha dichiarato quel ricorso inammissibile perché manifestamente infondato, condannando il Comune a pagare pure duemila euro in favore della cassa delle ammende. «Gli amministratori pubblici hanno l’obbligo di gestire i soldi dei contribuenti nel pieno rispetto dei principi di economicità e trasparenza. Per questo motivo – fanno sapere dalla minoranza -, ci siamo attivati per far luce sulle spese legali e sulla gestione dei fondi comunali». Ma il discorso attorno al “caso Bazzano” non finisce qui. La vicenda di questo annoso contenzioso è cosa nota, ma quel che non è dato sapere, invece, è quando si troverà una soluzione al problema dei parcheggi. «Riteniamo – concludono dalla minoranza - che l'amministrazione comunale, invece di intraprendere contenziosi che gravano sulle casse pubbliche, dovrebbe focalizzarsi sulla ricerca di soluzioni reali, percorribili e meno dispendiose per la collettività».