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Venerdì 09 Dicembre 2016

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"Nadyr", dove le donne cercano rifugio dalla violenza

Un momento della manifestazione di domenica a Fondi

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"Nadyr", dove le donne cercano rifugio dalla violenza

Fondi

A meno di un anno di attività il centro già assiste 15 vittime di abusi ma è solo la punta dell'iceberg. Il presidente: «Necessario fare rete». 

Un presidio necessario, anzi indispensabile e a dirlo sono i numeri. Le donne che cercano aiuto e assistenza perché vittime di abusi e violenze da parte di uomini sono tante. La conta spesso e volentieri la fanno gli interventi delle forze dell’ordine, ma ora c’è anche il centro antiviolenza “Nadyr”, nato meno di un anno fa e già operativo a pieno regime.

In questi pochi mesi già si registrano richieste di aiuto continue. Sono una quindicina le donne assistite dall’associazione presieduta da Fernanda Parisella, che ha sede nella casa comunale. Tutte italiane. Il centro garantisce assistenza di persona ma anche telefonica, mettendo a disposizione personale qualificato e assistenza legale. Ma quelle 15 donne sono solo la punta dell’iceberg. «Ci arrivano richieste da Gaeta, Minturno, Terracina, oltre che da Fondi, ma c’è ancora un problema di informazione, è necessario dire che ci siamo, dove siamo, in che modo raggiungerci».

Fino a quasi due anni fa il centro antiviolenza era a Terracina e aveva un numero di telefono, il 1522, che registrava le richieste. Oggi a quel numero non risponde più nessuno perché il centro "Essere donna" di Terracina non c'è più da quasi due anni. Ma su Internet compare ancora l’indirizzo di via Traiano. Ecco perché, ci spiega la presidente, è necessario fare rete e informare, anche tra Comuni: «Se non si è presenti con evidenza sul territorio, le donne vittime di violenza, già psicologicamente impaurite, desistono dal chiedere aiuto e le perdiamo».

Ora è possibile chiamare il 0771/507454 e parlare con il centro “Nadyr”, che è nato con la tenacia di Parisella e della vicepresidente Giovanna Pallotta. Loro, dopo la chiusura del centro di Terracina, non si sono arrese: «Non ci andava giù il fatto di non poter più assistere le donne vittime di violenza, così un giorno abbiamo preparato un progetto e lo abbiamo presentato al sindaco Salvatore De Meo». Sindaco che non se lo è fatto dire due volte. Ha messo a disposizione i locali nella casa comunale, luogo che più istituzionale, centrale e sicuro non c’è. Un messaggio chiaro di presenza dell’istituzione. «Bisogna però ora far conoscere questa realtà alle vittime, far capire che un modo per uscire dalla spirale c’è».

Nel frattempo, a Terracina c’è l’idea di inserire in un protocollo d’intesa l’associazione “Nadyr” perché diventi un centro interdistrettuale. L’assessore Roberta Tintari ha espresso questa intenzione nel recente convegno che si è tenuto il 25 novembre a Terracina. Ieri a Fondi “Nadyr” ha concluso una tre giorni organizzata con il Comune tra convegni, proiezioni, arte e fotografia, con una passeggiata per le strade della città. Una vera e propria mobilitazione. Che è quello che ci vuole.

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