L’inchiesta “Tiberio” ha inevitabilmente avuto dei riflessi sulla politica locale e non solo nel territorio sperlongano per l’arresto del sindaco. Facendo “rete”, alcuni amministratori sono pronti a lanciare un’idea di gestione della cosa pubblica differente, così come messo nero su bianco da un documento sottoscritto da esponenti politici di Sperlonga, Fondi, Lenola, Campodimele, Ventotene e Terracina. A firmarlo i consiglieri Marco Toscano, Alessandro Zori, Alfredo Rossi e Carla Di Girolamo (Sperlonga), Andrea Antogiovanni (Lenola), Alessandro Di Tommaso (Terracina), Erica Marsella e Fedele Di Fonzo (Campodimele), nonché gli ex consiglieri di Ventotene Lino Bernardo, Gerardo Santomauro e l’esponente Pd Umberto Matrone. In questo documento si parla di un «potere politico spregiudicato che per anni ha gestito la cosa pubblica con l’unico fine di agevolare gli interessi personali di pochi a danno dell’interesse generale». Sistemi che - aggiungono - «possono e devono essere scardinati».

L'articolo completo in edicola su Latina Oggi (5 febbraio 2017)