Un chiacchierone, un faccendiere, uno con «molte entrature» ma anche un discreto ragioniere che diceva «io il mio tempo non lo do gratis».
Nicola Volpe, imprenditore e consigliere comunale a Prossedi, nelle 78 pagine del verbale di interrogatorio di Mauro Ferrazzano, esce come un discreto e disinvolto corruttore, capace di avere la bozza del bando di gara dei lavori a Sperlonga un paio di giorni prima della pubblicazione.
Una parte delle domande del pubblico ministero, Valerio De Luca, è dedicata a individuare il «cugino a mare» di cui Volpe parla con Ferrazzano la mattina del 15 febbraio 2016, esattamente un anno fa. Chi era questo cugino?
A proposito di Nicola Volpe il Ferrazzano dice: «... parlava dei due cugini al mare nei termini o del Masi o del Cusani».
Il pm chiede anche: «Lei questo giorno capisce chi è il cugino al mare?»
Ferrazzano risponde: «No, però quello di cui mi ha sempre parlato erano questi due contatti che lui aveva, che erano o il Masi o il Cusani». L’imprenditore di Nettuno ha ammesso di aver redatto lui l’elenco delle undici ditte che poi partecipano alla gara e che si era creato un problema di omonimia in due società e che questo «refuso» fu fatto notare da Armando Cusani, «... il problema lo rappresentò per quel che ricordo, Cusani.
Sempre Ferrazzano conferma di aver accompagnato Nicola Volpe presso l’hotel Ganimede a Sperlonga dove avrebbe dovuto incontrare Cusani ma lui fu «pregato» di restare fuori ad aspettare.
In più passaggi dell’interrogatorio del 23 gennaio scorso, ora in possesso degli indagati, si dà contezza del costo della mediazione di Volpe che per pilotare le gare prendeva una percentuale e in più vantava amicizie ed «entrature» un po’ ovunque, tipo quella di Monsignor Luigi Casalini che invita la cricchetta pontina, Volpe compreso ovviamente, ad una festa importante dell’Ordine cavalleresco di San Silvestro Papa.
Ma perché Volpe riusciva ad ottenere questi favori? In cambio di quale utilità. Ferrazzano non ha mai risposto nel merito, nel senso che non ha mai indicato soldi o altre regalie. Ma ha detto: «... io ho immaginato che ci fosse certamente una loro convenienza; come si sostanziasse io non lo so, io so quali erano i miei accordi con Volpe, cioè al buon esito delle cose una percentuale che vi ho detto.. ma delle tante cose che il Volpe diceva, delle tante entrature, delle tante situazioni se fossero di natura politica o economica...».
Una parte della mediazione Nicola Volpe la intascava come percentuale vera e propria ma una parte era rappresentata da subappalti a ditte che erano a lui gradite, sue «amiche». Buona parte delle domande del pubblico ministero è legata al ruolo del sindaco di Sperlonga e alla sua frequentazione di Nicola Volpe che informava Ferrazzano circa l’andamento o i problemi della gara negli orari in cui diceva di stare da un incontro con il «cugino a mare», pur non avendo fatto mai il nome vero nelle telefonate intercettate a partire dalla fine di gennaio del 2016.
Adesso l’inchiesta Tiberio si va allargando al piano integrato alle società che si sono aggiudicati i lotti di «Sperlonga 2».