Si torna a parlare dell'impianto di acquacoltura che dovrebbe essere realizzato nello specchio d'acqua antistante Monte d'Oro a Scauri.  Non è un progetto archiviato, come si poteva ipotizzare, lo dimostra la convocazione nella sede della direzione regionale agricoltura della Regione Lazio del sindaco Gerardo Stefanelli.  I responsabili dell'ufficio di via del Serafico, infatti, hanno allestito un incontro per mercoledì prossimo, che avrà per oggetto il parere tecnico relativo alla domanda di rilascio della concessione demaniale marittima per attività di acquacoltura nel tratto di mare di Scauri. Il vertice, secondo la responsabile del procedimento, Valeria Vitelli, è stato convocato "al fine di contemperare i diversi interessi". Il progetto di realizzazione di un impianto di mitilicoltura a Scauri, come si ricorderà, ha provocato reazioni negative da parte di cittadini, associazioni e Amministrazione.


Il sindaco Stefanelli, ha già annunciato battaglia, forte delle decisioni già assunte dal Consiglio comunale. «Anche in questa occasione - ha affermato Stefanelli - ribadiremo la nostra contrarietà alla realizzazione dell'impianto. Ho già chiamato il presidente del Parco Riviera di Ulisse e i consiglieri regionali del territorio, affinchè tutelino le nostre ragioni. Nei mesi scorsi sono stati acquisiti pareri di altri enti e mercoledì andiamo a Roma per ribadire il nostro parere». Come è noto la "scoperta" di un progetto di realizzazione di un impianto di mitilicoltura presentato alla Pisana dalla cooperativa "La Marea" avvenne nel luglio del 2015. «È evidente che il nostro è un territorio con un'economia prevalentemente turistica, che riceverebbe un colpo mortale dalla realizzazione di un impianto di tal genere; basti pensare che lo stato delle acque del golfo di Gaeta risulta già fortemente compromesso dalla presenza di numerose attività (porto commerciale, deposito Eni, porti turistici, allevamento di pescicoltura e mitilicoltura) che, per le loro caratteristiche, influiscono negativamente sulla qualità del mare». Lo stesso Stefanelli, durante la gestione dell'ex commissario Bruno Strati, chiese allo stesso funzionario del Ministero dell'Interno, di raccogliere tutta la documentazione inerente il progetto completo dell'impianto, visto che, all'epoca, il Comune non era in possesso nemmeno di una copia degli elaborati tecnici presentati al riguardo. E infatti l'altra particolarità della vicenda è che in un ufficio del municipio giaceva una richiesta di parere di competenza inoltrato dalla cooperativa "La Marea" nell'anno 2014, sia al Comune che alla Capitaneria di Porto di Gaeta.