Venerdì il passaggio in commissione congiunta Urbanistica, Attività produttive e Affari generali. Giovedì prossimo la discussione in Consiglio comunale. Una corsa contro il tempo perché la bella stagione è alle porte e l'amministrazione comunale deve dare una risposta a uno dei nodi ancora da sciogliere. Il regolamento sui dehors, le strutture esterne ai locali commerciali per la somministrazione di cibi e bevande, è stato approvato ieri all'unanimità in commissione. L'obiettivo è farlo entrare in vigore al più presto per consentire alle attività commerciali di mettere tavoli e sedie all'esterno dei propri locali. Ma con ordine, sia chiaro.
Il disciplinare last minute da portare in Consiglio pone paletti stringenti, una via di mezzo tra la babele a cui si poteva assistere fino a qualche tempo fa e la linea dura tracciata dal commissario straordinario Erminia Ocello, ritoccata nei mesi scorsi sotto la gestione del sindaco Nicola Procaccini e tuttora in vigore. Attualmente è consentita un'occupazione esterna attraverso dehors al massimo per 32 metri quadrati, davvero poco, con la possibilità di andare in deroga a questi limiti nel caso in cui il commerciante abbia presentato progetti innovativi. Ad esempio l'utilizzo di materiali particolari o la possibilità di connessioni internet wi-fi aperte. Il nuovo regolamento - ha commentato a margine della commissione l'assessore all'Urbanistica Pierpaolo Marcuzzi - offre la possibilità di usufruire di tanta superficie all'esterno del locale quanta è quella interna. Con il limite, però, di 250 metri quadrati complessivi altrimenti si sconfina nella categoria commerciale della media distribuzione che fa subentrare ulteriori norme. Nel centro storico le maglie del regolamento sono volutamente più larghe. L'equazione tra spazi interni ed esterni non vale e le occupazioni di suolo pubblico tramite dehors vengono approvate di volta in volta in Consiglio comunale. Altro elemento di novità, le strutture a carattere temporaneo - con una durata massima di 90 giorni - non hanno bisogno di autorizzazioni paesaggistiche. Restano, invece, quelle archeologiche.
Norme precise anche su materiali e design per gazebo e strutture varie. Il regolamento impone scelte precise anche per quanto riguarda l'aspetto e i colori. Ad esempio non si potranno installare tende oppure ombrelloni che riportino marchi e pubblicità di alcun genere. Vista la sua particolarità, il centro storico anche sotto questo aspetto beneficia di alcune deroghe.