Le acque interne della Regione Lazio si trasformano in una importante area per effettuare studi sul campo. Il territorio cambia rapidamente ed i delicati sistemi che caratterizzano lo sviluppo di flora e fauna nei corsi d'acqua mutano rapidamente. Tanti fattori contribuiscono ai cambiamenti, dalle mutazioni climatiche all'introduzione di specie aliene come i gamberi della Louisiana. Ci sono poi fenomeni come la pesca di frodo che stanno mettendo seriamente a rischio alcune specie, basti pensare al mercato che ruota attorno la vendita delle anguille ed in modo particolare di quelle molto piccole commercializzate come esche. È necessario quindi capire quale sia lo stato di salute del territorio. La Regione ha infatti autorizzato la pesca «per scopo di studio, ricerca e sperimentazione nelle acque interne della Regione Lazio». Ad occuparsi degli studi sarà il dipartimento di biologia dell'Università degli Studi di Tor Vergata. Circa 20 persone tra ricercatori, collaboratori scientifici e borsisti si occuperanno delle operazioni nei corsi d'acqua interni, un lavoro importante che andrà avanti per un anno. Nello specifico, di cosa si occuperanno i ricercatori? In primo luogo dello studio sulle popolazioni migranti di specie diadrome (ad esempio l'alosa, Alosa fallax e Lampreda di mare, Petromyzon marinus) nei bassi corsi fluviali regionali.
È previsto poi uno lavoro di «monitoraggio dei popolamenti ittici del fiume Tevere, nella Riserva Naturale Tevere-Farfa e del corso del Torrente Farfa», per la valutazione dello stato di integrità della biodiversità ittica dell'area protetta».
E poi ancora, monitoraggi delle popolazioni locali di anguilla nell'ambito dei programmi della Regione Lazio (Piano Anguilla della Regione Lazio, ai sensi del regolamento comunitario 1100/2007). Infine verranno effettuate ricerche sulle specie ittiche autoctone, di interesse per la conservazione, e sulle specie ittiche alloctone di maggiore impatto per la conservazione della biodiversità ittica originaria, in accordo con le attività, coordinate negli ultimi anni dall'ex Arp (Agenzia Regionale Parchi), finalizzate alla realizzazione di una «Rete di monitoraggio della comunità ittica» del Lazio». Sono studi importanti questi per tutelare la biodiversità su tutto il territorio.
È attraverso la raccolta dei dati che poi possono essere avviate azioni di tutela mirate. La Regione anche negli ultimi mesi ha intensificato gli interventi per tutelare aree e specie di pregio. Basti pensare alla mappatura sulla diffusione del punteruolo rosso ed alle successive misure, aiuti concreti per i Comuni. I prossimi interventi potrebbero quindi essere rivolti al delicato ecosistema delle acque interne. L'impegno della Regione per la tutela dell'ambiente continua e passa per lo studio dell'intero territorio laziale nella sua complessità. Paesaggi eterogenei ed allo stesso tempo meravigliosi ma troppo spesso minacciati.