Alcune storie familiari possono essere difficili, se poi cadono nel limbo dei tempi della giustizia allora tutto diventa decisamente più complicato. Per non dire assurdo. La storia di Antonio C. 70enne di Sabaudia inizia circa sette anni fa quando casualmente ed in occasione di un censimento scopre che qualcosa nella documentazione da compilare non tornava. Ma è quanto emerge in seguito che cambia la vita di Antonio. Dopo alcune ricerche il 70enne scopre che quello che considerava essere suo padre non era effettivamente il genitore biologico. Ricostruire la storia della sua vita non diventa semplice e seguono una serie di viaggi, a Roma per recuperare materiale che provasse la presenza del vero padre a Sabaudia, giovanissimo marinaio alla Caracciolo e poi il viaggio a Castellammare di Stabia dove Antonio troverà la tomba di suo padre. Nonostante i tentativi il 70enne di Sabaudia non riesce ad avere rapporti con familiari del padre biologico e quindi davanti a lui si prospetta un bivio. Antonio sceglie di andare avanti per l'unica strada a suo avviso possibile, quella verso il chiarimento definitivo, ma solo per una questione di principio e senza nessuna pretesa di alcun tipo. Un modo anche per rendere giustizia all'anziana mamma che rimasta incinta molto giovane tra mille difficoltà considerando anche i tempi, aveva deciso di tenere il suo bambino. Il 70enne di Sabaudia avvia una causa per il disconoscimento che comincia 5 anni fa. Ci sono molti testimoni tra cui sua madre, il padre che lo aveva cresciuto ed altre persone che avevano conosciuto il padre biologico. Una montagna di carte, dichiarazioni e due esami del Dna però ancora non sono bastati. Sono cambiati 3 magistrati nel frattempo e in cinque anni ancora nessun pronunciamento. Insomma al momento Antonio non vedersi riconoscere il diritto di ottenere il suo vero cognome. Nel frattempo la mamma è venuta a mancare. A dicembre scorso l'ultima udienza e poi più nulla. «Quanto ancora dovrò aspettare - commenta il 70enne - Sono ancora alla causa di disconoscimento, poi dovrebbe esserci l'iter per il riconoscimento. Un diritto il mio che nessuno sembra volermi riconoscere e nel frattempo gli anni passano».