Occhio alla delibera sul ponte ciclo-pedonale. È da revocare. Se ne è accorto il forum Agenda 21 locale, che nel suo ruolo consultivo si spulcia gli atti, e ha scoperto che la delibera del dicembre del 2016 che approva lo studio di fattibilità tecnica ed economica di un ponte ciclo-pedonale da realizzare in zona porto per collegare la pista ciclabile di viale Circe all'area portuale traianea, è sbagliata. Se infatti nella parte introduttiva si parla dello studio di fattibilità dell'opera - del costo complessivo di 320 mila euro, i cui finanziamenti sono tutti da trovare - in seguito si delibera di approvare «il progetto dei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza dell'asse viario di Via Badino». Sebbene fosse auspicabile una messa in sicurezza di via Badino, visto lo stato in cui versa, si tratta di un errore. Si sono evidentemente mescolate due delibere diverse, e ora il documento è inattuabile. Agenda 21 consiglia dunque «procedere alla urgente e necessaria revoca» e di redigere una delibera corretta. Ma non solo. Perché dal cilindro del forum esce anche altro. Ovvero la richiesta di affrettarsi ad approvare altri due atti relativi alla ciclabilità, peraltro già previsti nel quadro di mobilità urbana sostenibile inserito nel piano del traffico, perché ci sono i fondi per finanziarli. Insieme al suddetto ponte ciclopedonale, infatti, è previsto un secondo ponte da realizzare alla fine di via Pantanelle, all'incrocio con via Ponte Rosso. Lì un ponte consentirebbe di attraversare in a piedi e in bici direttamente il canale e uscire sull'Appia. Infrastruttura utile soprattutto ai 2000 studenti che escono dai poli superiori della zona ogni giorno. Opera di grande utilità civica e ambientale. La sorpresa vera a dire i vero è - a notare Agenda 21 - che se il Comune procede, ci sarebbero anche i soldi. L'infrastruttura infatti, scrive Agenda 21, «risponderebbe pienamente al modello promosso e finanziato dall'unione europea» col progetto "Pasta" per la mobilità a piedi e in bicicletta nelle città», «e che consentirebbe - conclude il forum - al Comune di Terracina di divenire uno degli esempi rappresentativi nazionali di best practice nel campo della mobilità ciclistica pedonale».