La fornitura di acqua potabile alle isole mediante trasporto con navi cisterna non è conseguente alla messa in funzione del dissalatore di Ventotene, impianto per cui Acqualatina ha investito dieci milioni di euro. A spiegarlo è la Vemar, società di trasporti marittimi che gestisce il servizio di rifornimento, che sottolinea come i trasporti siano sempre stati (e sono tuttora) regolati dalle norme per la tutela dell'ambiente e che uno stop al trasporto dell'acqua potabile via mare non comporterebbe alcun tipo di miglioramento alla balnearità. Due i motivi di queste affermazioni: il primo riguarda le attuali condizioni di trasporto di acqua via nave, che già avviene secondo la stringente normativa antinquinamento di derivazione internazionale (la Convenzione Marpol) nei limiti e nel pieno rispetto delle regole della navigazione e senza alcuna interferenza negativa sui parametri della balnearità delle acque costiere; il secondo, invece, riguarda le preoccupazioni espresse dagli operatori turistici di Ventotene sul progetto del dissalatore che sembrerebbe dover scaricare in mare, sulla diga foranea del Porto dell'isola, la salamoia di scarto della produzione dell'acqua potabile, unitamente a prodotti chimici, con probabile incidenza negativa sull'ambiente marino costiero di Ventotene.

Acqualatina è al lavoro sull'isola di Ventotene per il completo rinnovamento del servizio idrico integrato grazie oltre 10 milioni di euro di investimento totali. Si tratta di una svolta epocale che prevede il completo rinnovamento del sistema idrico e fognario dell'Isola. Sul fronte dell'acqua potabile, c'è il via libera allo sblocco dei lavori: rinasce, in tal modo, la speranza di poter attivare il dissalatore mobile (skid) prima dell'estate 2017. È di qualche giorno fa, infatti, la notizia che il Consiglio di Stato, con l'ordinanza 1427, ha accolto l'appello presentato dagli avvocati di Acqualatina. Verrà, così, garantita all'Isola di Ventotene un'autonomia mai avuta nella storia, con la completa indipendenza dalle navi-cisterna per il trasporto dell'acqua che hanno sempre rappresentato l'unica fonte di approvvigionamento idrico per l'Isola. L'ultimazione dei lavori è prevista per la fine di giugno. La posa in opera dello skid permetterà anche di anticipare la realizzazione e la messa in funzione di strutture che verranno poi utilizzate dall'impianto di dissalazione definitivo, che richiederà un investimento di circa 7 milioni di euro. Per quanto riguarda la depurazione e il sistema fognario, d'altro canto, novità non meno rilevanti: il depuratore, sito in località Faro, infatti, prima dell'avvento di Acqualatina, era completamente inutilizzabile e le acque reflue non venivano trattate in alcun modo, ma reimmesse direttamente in natura, con un ingente danno sia per l'ecosistema che per il turismo dell'isola. Acqualatina, così, sin dai primi giorni di presa in gestione, si è messa al lavoro per garantire un adeguato trattamento delle acque reflue e una notevole riduzione dell'impatto ambientale. L'obiettivo finale dei lavori, però, è ben più ambizioso: trasformare il depuratore in un impianto innovativo, al pari di quanto già fatto con le strutture di altri comuni dell'Ato4, grazie anche all'utilizzo di tecnologie di ultima generazione, come la cosiddetta MBR (Membrane Bio Reactor), in grado di fornire più elevate performance di trattamento. Il completo rinnovamento del sistema fognario e depurativo richiederà un investimento totale di oltre 2 milioni di euro. Sia l'impianto di depurazione che il dissalatore, inoltre, verranno dotati anche di sofisticati sistemi di telecontrollo, in modo da ottimizzarne la funzionalità e facilitare la gestione di eventuali situazioni di emergenza. Contestualmente la Società lavorerà sull'intera rete idrica e fognaria per un completo ammodernamento.