Se tutti pagassero quanto dovuto il Comune di Pontinia - così come d'altronde le altre amministrazioni pubbliche - non avrebbe finanze floride, di più. Basti pensare che il totale dei residui attivi - cioè le somme che dovrebbero essere incassate e che non lo sono state - nel 2016 ammontano a oltre otto milioni di euro. E buona parte deriva dalla tassa sui rifiuti. Un dato ricavabile dall'accertamento effettuato di recente. Un atto preliminare alla redazione (e all'approvazione) del consuntivo.
La maggior parte di queste, cioè più del 50 per cento, deriva da tributi, imposte e tasse. Insomma Ici, Imu, Tarsu, Tares, Tari e chi più ne ha più ne metta. Le previsione dell'ente sono abbastanza ottimistiche, forse frutto di una mirata strategia di contrasto all'evasione. Il Comune prevede infatti di incassare l'Ici risalente anche a 14 anni fa (i ruoli coattivi per il 2004-2005 ammontano a 385.984 euro). Ma chiaramente più ci si avvicina ad oggi da un punto di vista temporale maggiori sono gli importi delle presunte entrate. Per l'Imu, giusto per fare un esempio, parliamo di 750.338 euro. Segno che comunque c'è - di sicuro complice la crisi - una certa difficoltà a riscuotere quanto spettante da legge. Degna di menzione l'azione finalizzata a scovare «edifici fantasma» per il fisco, grazie alla quale dovrebbero entrare 27.628 euro.
Come si accennava, rilevante è l'importo non ancora incassato per la tassa dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, che ammonta a 1,2 milioni di euro per gli anni più lontani e ad altrettanto per quanto riguarda la Tari (dal 2014 al 2016). Quindi la metà circa dei residui tributari è legata alla tassa sui rifiuti non riscossa.
Andando avanti balzano agli occhi altre voci. Innanzitutto un dato curioso è quello relativo ai proventi per violazioni al Codice della strada. Pontinia, a differenza dei Comuni limitrofi, non fa cassa con le multe; anche perché non è un paese a vocazione turistica. Le (presunte) entrate sono infatti di qualche decina di migliaia di euro. Ben più rilevanti invece gli importi che interessano più da vicino chi ha amministrato in passato il paese. L'ente deve ancora incassare 492mila euro di ruoli coattivi per il recupero di somme derivanti da una sentenza della Corte dei Conti e circa 37mila euro di recupero delle indennità chieste ad alcuni ex amministratori. Vicenda, quest'ultima, per la quale sono in piedi dei contenziosi che in parte sono stati definiti in primo grado. Questioni che di sicuro faranno discutere durante il Consiglio comunale sul consuntivo.