Di nuovo pioggia su Priverno e sugli scavi di Mezzagosto, con Federico D'Arcangeli - di Agenda per Priverno - che torna a tuonare sull'immobilismo che contrassegna la faccenda. Il tutto - ironizza D'Arcangeli - «in barba alle quattro pompe che da mesi e mesi non si riesce a installare», in quanto non ci sarebbe «energia elettrica sufficiente». Eppure, sull'Albo pretorio online del Comune di Priverno, in data 26 gennaio era stata pubblicata la determina del competente Ufficio, redatta il 23 dello stesso mese, nella quale si legge che "nell'ambito dell'intervento denominato Lavori di Restauro e Valorizzazione dell'Area Archeologica ‘Privernum', in corso di esecuzione, si rende necessario ed urgente il potenziamento di almeno 40 Kw/h in modalità 380 V (trifase) per l'attivazione delle pompe di sollevamento come da richiesta della ditta Tmr Srl". Intanto - conclude l'esponente di Agenda per Priverno - «dal 28 febbraio, termine per la consegna dei lavori, sono passati due mesi e nessuno si sente in dovere di dare qualche spiegazione». In effetti, bisogna riconoscere che né da parte degli amministratori, né da parte degli uffici competenti, arriva alcuna notizia in proposito. Il rischio grosso che si corre è che la pavimentazione a mosaico delle Domus e quant'altro si trovi in quell'area, possa subire ulteriori danneggiamenti. Ma c'è anche un altro risvolto: per colpe di ieri e di oggi c'è il rischio che Mezzagosto rimanga un'altra incompiuta della città d'arte.