Un Comune a mezzo servizio. Ma non per volere della parte politica né tantomeno dei dipendenti, che fanno il loro dovere e spesso anche molto di più. A Pontinia potrebbero esserci 79 lavoratori in servizio, ma sono coperte solo 47 posizioni: il 59 per cento circa. Un cortocircuito burocratico fatto di norme e cavilli che prevede sì un numero di dipendenti (anche per ragioni di efficienza verso la collettività), senza che però sia possibile poi procedere alle assunzioni. Nella relazione al rendiconto 2016 che il Consiglio discuterà il 19 maggio il messaggio è chiaro. Il piano triennale del fabbisogno del personale «non prevede nuove assunzioni, in quanto sulla base delle vigenti disposizioni di legge l'ente non si trova nella possibilità di procedere a nuove assunzioni con mezzi di bilancio senza eccedere il tetto di spesa di personale». La situazione, insomma, non pare essere destinata a sbloccarsi in tempi relativamente brevi. Positivo è stato quindi l'assorbimento a fine 2015 di una parte del personale in esubero (a causa del dissesto finanziario) del Comune di San Felice Circeo, attuata senza gravare sulle spese di personale grazie al contributo proveniente dal ministero dell'Interno. Ma ovviamente non è una panacea per tutti i problemi. Criticità si sono registrate di recente, stando a un'interrogazione depositata dal consigliere Simone Coco, nel settore Finanze. Tra dipendenti in malattia e lavoratori spostati in altre aree il settore è sguarnito di personale. Questo accade in un momento "particolare", cioè a ridosso dell'approvazione del bilancio. Di qui la richiesta di Coco, indirizzata al sindaco, di sapere come l'amministrazione intenda provvedere.