Per avere un tempio in cui riunirsi in preghiera hanno acquistato un capannone agricolo e lo hanno "adeguato" alle loro necessità, spesso un po' alla buona, finendo perfino per violare qualche norma edilizia. Ma dopo le ingiunzioni di demolizione del Comune e la vana ricerca di altri luoghi da adibire ad edificio di culto, i Sikh hanno deciso di presentare un progetto all'amministrazione comunale: opera privata di interesse pubblico, viene definita, come ci ricorda il ponticello realizzato al porto a spese del privato che sarà in parte adibito a tavolini dell'attività commerciale, in parte a passaggio pedonale.

Qui, invece, i Sikh di San Vito, nutrita comunità di indiani da anni integrata, con l'associazione culturale "Gurudwara Shri Sing" Onlus, chiedono una variante al Prg per realizzare un tempio Sikh in cui celebrare i loro riti religiosi. Una loro "chiesa". Il capannone agricolo - già destinato ad attività di culto da quando ancora guidava la città il sindaco Stefano Nardi - diventerà così a tutti gli effetti un luogo di culto. Basterà sostituire la sua destinazione attuale a quella a "servizi", mentre l'area cortilizia sarà ceduta per realizzare un parcheggio pubblico.

La proposta di delibera sarà presentata in commissione Urbanistica lunedì dall'assessore Pierpaolo Marcuzzi. Poi si andrà in Consiglio comunale. La bozza contiene la complessa normativa sul riconoscimento delle fedi religiose, gli articoli fondamentali della Costituzione sul diritto di associazione e sui rapporti tra Stato e Chiesa, le sentenze del Consiglio di Stato in materia. Le difformità realizzate nel capannone sono state già demolite, l'associazione ha inviato più volte tranche di documentazione, fino al completamento. Ora l'iter è stato avviato e con il via libera del Consiglio comunale il tempio dei Sikh potrà nascere, previsto dal Prg.

La comunità Sikh si impegna non solo a finanziare per intero l'opera ma anche a realizzare il parcheggio. La delibera peraltro potrebbe aprire una breccia anche per altri casi simili in cui luoghi di culto vengono utilizzati in locali che hanno altre destinazioni. Accade a Borgo Hermada ma anche la chiesa dei SS. Martiri in zona stazione. Un particolare non da poco previsto nella bozza, è che questi locali, una volta ottenuta la variante, resteranno vincolati a questa destinazione. Saranno zone destinate ad edifici di culto per sempre.