«Attualmente in città vengono ospitati, in quattro distinti centri di accoglienza, 60 richiedenti asilo, gestiti da tre cooperative. Il Comune vuole uscire da questo meccanismo e avviare il prima possibile lo Sprar, gestito direttamente dall'ente». Con queste parole l'assessore alle Politiche sociali Roberta Tintari mercoledì scorso ha fornito delucidazioni alla commissione speciale di controllo sull'accoglienza dei migranti.

L'organo presieduto dal consigliere Valentino Giuliani, ha convocato la riunione per chiedere chiarimenti sull'esito negativo dell'avviso pubblico per l'affidamento del progetto Sprar, relativo all'accoglienza di 40 tra donne e bambini e a cui ha risposto solo la cooperativa Karibu. «Abbiamo chiesto requisiti molto rigidi» ha spiegato Tintari, «e la commissione giudicatrice, composta anche da membri della Regione esperti di Sprar, ha ritenuto il progetto presentato dalla cooperativa non rispondente alle richieste». Tutto da rifare, dunque, questa volta con un bando europeo. Lo Sprar consentirebbe alla città di avviare progetti mirati e in grado di frenare l'assegnazione a pioggia dei migranti sul territorio da parte della prefettura. Sono quattro i Cas presenti a Terracina ad oggi, per un totale di 60 richiedenti asilo. A gestirli, le cooperative Karibù, Il Quadrifoglio e Astrolabio. Tintari ha assicurato un monitoraggio costante del fenomeno: «Sono in continuo contatto con il viceprefetto Quarto», ha spiegato, annunciando di voler stipulare, al pari di altri Comuni, un protocollo con la prefettura per assegnare ai migranti lavori socialmente utili. Ipotesi accolta dal consigliere d'opposizione Alessandro Di Tommaso: «Necessario - ha detto - creare i presupposti per un inserimento di queste persone sul territorio, altrimenti tra tre anni ce li troviamo per strada».

Più scettico Giuliani, che addebita al governo nazionale la cattiva gestione dei migranti. La discussione si è molto soffermata sul numero di migranti assegnati sul territorio (3,6 per mille abitanti, ora, la quota prevista), e sulla lunga burocrazia per il riconoscimento dell'asilo. Una delle ipotesi sul tavolo della commissione è di presentare più di un progetto Sprar, per arginare gli invii della prefettura e gestire gli ospiti in modo più sostenibile.

Intanto il ministero si prepara a fare nuove assunzioni per sveltire le pratiche dei richiedenti. Il ministro dell'Interno Marco Minniti sta valutando un maggiore coinvolgimento delle Regioni, con l'idea di modificare il sistema di assegnazioni. Non più distribuzione a pioggia da parte delle prefetture, bensì accordi con l'Anci e dunque con i Comuni sulle quote. Con un maggior coinvolgimento degli enti locali, si vorrebbero favorire le adesioni, già in grande crescita, agli Sprar.